Maltrattamenti in famiglia, deferito in stato di libertà 40enne residente in Val d'Elsa

La moglie si trova ora presso una struttura protetta al riparo da possibili rappresaglie del marito ed è assistita sotto ogni profilo, per quanto attiene alla sicurezza, alla sussistenza e al disagio psicologico, in attesa che possa aver modo di ricostruirsi una vita. Si attendono i provvedimenti anche cautelari della Magistratura senese che certamente non si faranno attendere. Si tratta dell’ennesimo episodio gestito dai militari dell’Arma, indice di una condizione della donna talvolta problematica non solo nell'ambito del matrimonio

 VAL D'ELSA
  • Condividi questo articolo:
  • j

I Carabinieri di Colle di Val d’Elsa hanno depositato un’informativa di reato per maltrattamenti in famiglia alla Procura nei confronti di un 40enne marocchino residente in Val d'Elsa, operaio con precedenti denunce a carico. 

L’uomo è stato deferito a seguito della dettagliata denuncia querela presentata dalla moglie 35enne, vittima di reiterate violenze fisiche e morali, di costanti minacce, nonché in virtù degli accertamenti espletati dai militari dell’Arma per ricostruire la realtà dei fatti, sulla base delle testimonianze di quanti avessero potuto avere cognizione dei fatti. 

La donna si trova ora presso una struttura protetta al riparo da possibili rappresaglie del marito ed è assistita sotto ogni profilo, per quanto attiene alla sicurezza, alla sussistenza e al disagio psicologico, in attesa che possa aver modo di ricostruirsi una vita. Si attendono i provvedimenti anche cautelari della Magistratura senese che certamente non si faranno attendere. Si tratta dell’ennesimo episodio gestito dai militari dell’Arma, indice di una condizione della donna talvolta problematica non solo nell’ambito del matrimonio. 

La violenza di genere in Val d'Elsa (lo avevamo scritto in un precedente articolo) riguarda tutte le classi sociali. Il 60% di coloro che denunciano il reato è di nazionalità italiana. Al 20 novembre 2019 il Centro ha accolto 85 donne contro le sole 35 del 2012. «Quello che a prima vista può sembrare un aumento della violenza è in realtà un dato positivo, perché si tratta dell’emersione del fenomeno - spiega la Vicepresidente dell’associazione Caterina Suchan - in questo territorio c’è un lavoro di rete che mira proprio a far venire allo scoperto i casi di violenza».

Pubblicato il 18 dicembre 2019

  • Condividi questo articolo:
  • j

Potrebbe interessarti

Torna su