Marcia della Pace a Colle: appuntamento domenica 17 novembre

Intanto oggi, venerdì 15 novembre, sempre alla moschea, si è tenuto un incontro per portare la propria solidarietà alla comunità islamica. Tra gli ospiti presenti, anche Yassine Lafram, presidente dell'UCOII - Unione delle Comunità Islamiche d'Italia. «Le istituzioni italiane sono anche le nostre istituzioni, perché noi ci sentiamo cittadini di questo paese, siamo parte integrante di questo paese», ha detto

 COLLE DI VAL D'ELSA
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Si terrà dopo domani, domenica 17 novembre, la Marcia della Pace di cui avevamo parlato nei giorni scorsi, promossa dall'Amministrazione comunale colligiana in collaborazione con Anpi e Arci, una risposta democratica al blitz e agli arresti di questa settimana. La partenza è prevista dalla moschea di Colle di Val d'Elsa, che pare fosse uno degli obiettivi degli indagati, alle ore 18.00. Da lì il corteo pacifico raggiungerà Piazza Arnolfo, insieme alle associazioni e alle autorità locali. La cittadinanza è invitata a partecipare.

Intanto oggi, venerdì 15 novembre, sempre alla moschea, si è tenuto un incontro per portare la propria solidarietà alla comunità islamica. Tra gli ospiti presenti, anche Yassine Lafram, presidente dell'UCOII - Unione delle Comunità Islamiche d'Italia. «Le istituzioni italiane sono anche le nostre istituzioni, perché noi ci sentiamo cittadini di questo paese, siamo parte integrante di questo paese - ha detto -. Facciamo in qualche modo la nostra parte, ma facciamo fatica ad essere riconosciuti. Quello che è successo deve toccare tutti quanti. La minaccia che è stata rivolta alla moschea è una minaccia all'intero paese, è una minaccia che in maniera diretta mina quelle che sono le basi della convivenza, del mutuo rispetto, i valori universali sui quali poggia la società italiana. [...] Abbiamo bisogno gli uni degli altri per fare fronte comune. Le 12 persone che stavano organizzando questo attentato non stavano chiacchierando fra di loro, non stavano facendo discorsi da "razzistelli", non stavano usando qualche luogo comune su una comunità religiosa particolare. Queste persone, almeno da quello che viene fuori, stavano architettando un attacco».

«La presenza delle autorità locali è significativa, insieme alla vicinanza della comunità di Colle - ha aggiunto -. Permettetemi però di dire che dalle istituzioni nazionali abbiamo sentito poco. Veniamo trattati come se fossimo una comunità di serie B. E questo mi turba tantissimo, abbiamo bisogno di messaggi di rassicurazione, di sentire parole che possano dare una certa tranquillità alle persone che vivono in questa città. E la comunità islamica che è fatta di persone, esseri umani, cittadini, è parte di questa città e si sente rappresentata. Avrei voluto vedere anche qualche rappresentante del Governo qui. Vorrei che ci fosse una risposta univoca da parte delle nostre istituzioni, visto il clima che si è creato a livello nazionale».

Nel concludere il suo intervento, il presiente dell'UCOII ha ripreso una frase che ha detto essere di Mahatma Gandhi "Guardate che non c'è una via alla pace, la pace è la vita", riformulandola in «Guardate che non c'è una via al dialogo, il dialogo è la via».

 

​Nella foto un'immagine della Marcia della Pace del 2015, dopo l'attentato al Bataclan

Pubblicato il 15 novembre 2019

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