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Melissa racconta la sua esperienza di servizio civile in Avis Poggibonsi

Melissa Meniconi, giovane volontaria Avis, sta per terminare la sua esperienza di servizio civile dell'associazione poggibonsese. Così, ci ha raccontato le sue sensazioni in merito a questa avventura

 MELISSA MENICONI
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Ho deciso di iniziare il servizio civile perché credo fortemente in questa iniziativa che il Dipartimento delle politiche giovanili ha messo a disposizione a giovani di tutta Italia per dare il loro contributo a enti che ogni giorno lavorano attivamente sul territorio con impegno sociale e solidale.

Ho scelto Avis, senza niente togliere alle altre associazioni, perché trovo la donazione di sangue, così come quella di midollo e di organi fondamentale, una realtà a cui tutti noi dovremmo avvicinarsi. Da piccola sono stata sottoposta a un’operazione al cuore molto rischiosa ed è grazie al dono di persone che possono essere qui oggi a raccontare questa storia così come ho deciso di far parte proprio di Avis in onore di quelle persone, come purtroppo è successo a un mio familiare, che affette da leucemia o altre malattie del sangue non hanno avuto la possibilità di essere qui a raccontarle. Le cure negli anni hanno avuto e stanno avendo un progresso incredibile ed è proprio per questo che è importante sensibilizzare la chiamata a donare.  Ho veramente apprezzato il tema del SCU di quest’anno “giovani per il dono e la salute”. Salute che possiamo dare agli altri attraverso la donazione appunto che permette di regalare una nuova vita e possibilità di cura a chi ne ha bisogno. Importante è poi il concetto di avvicinare i Giovani a queste realtà.  Spesso tendiamo ad associare i giovani a dei bighelloni che non fanno niente, ma grazie alla mia esperienza e alle testimonianze di numerosi colleghi e amici posso smentire questa teoria purtroppo radicata nella società. Sono sempre di più i giovani che si avvicinano al volontariato e come dimostrano i dati della nostra associazione: sono sempre di più i ragazzi e le ragazze tra i 18 e i 35 anni che si avvicinano alla donazione e sono disposti a dare una mano.

Nel 2017/2018 ho vissuto un anno negli Stati Uniti d’America lavorando come Aupair. E a Seattle, nella città dove vivevo, mi sono molto impegnata nel sociale, avvicinandomi già lì alla donazione di sangue, che però risulta molto differente rispetto all’Italia in quanto le persone vengono pagate per la donazione e chi si avvicina quindi a questo mondo sono di solito persone bisognose. Inoltre, ho dato una mano per molti mesi ad un Charity Shop, che si occupa di raccogliere e devolvere vestiti ed altri beni di prima necessità ad “homeless people” e a famiglie in difficoltà. Inoltre a Novembre-Dicembre 2021 ho seguito il corso di soccorritore livello base organizzato dalla Pubblica Assistenza per avere le capacità di dare una mano ad un’altra associazione tanto fondamentale per la nostra città.

All’inizio ci ho messo un po’ a conoscere tutti i membri dell’associazione e ad imparare tutte le info necessarie alle mansioni da svolgere ma tutto sommato quello che questa esperienza mi ha lasciato sono tantissime sensazioni positive e skills utili nel mondo del lavoro e della vita quotidiana. A questa associazione penso di aver dato tanta determinazione e voglia di imparare. Siamo un bel gruppo e tutti insieme in questo ultimo anno 2021/2022 abbiamo tirato fuori un sacco di idee e messo in piedi tantissime iniziative. Ne ricordo alcune: collaborare con Terra Verde e Fridays for Future per pulire alcune aree, parcheggi e parchi  della zona, il sottopasso dell’inclusione, le stelle di natale ai reparti dell’ospedale, la consegna di bustine di zucchero loggato Avis ai bar della zona e dei panettoni ai Vigili del Fuoco. Inoltre molti sono i progetti che abbiamo in mente come un evento con Passaporto Futuro di cui ancora dobbiamo definire i dettagli.

Un momento che mi è rimasto impresso e che sicuramente possa rendere l’idea dei giovani e del volontariato è avvenuto a Dicembre 2021. Eravamo al sottopasso della stazione di Poggibonsi in occasione dei lavori per la realizzazione del “sottopasso dell’inclusione” quando un anziano si avvicina e chiede cosa stessimo facendo e subito dopo con gli occhi lucidi mi dice: “Bravi, finalmente qualcuno che ha delle idee belle e sane e che fanno bene alla nostra città, grazie” quel Grazie l’ho portato con me ogni giorno e sono gesti come questi che mi ricordano quanto aiutare il prossimo faccia del bene. Ho molti amici, fortunatamente, che la pensano come me e sono disposti ad aiutare e darsi da fare. I giovani ci credono e si danno da fare!

Per quanto riguarda il tema degli spazi dedicati ai giovani io credo che parlare di un 'luogo' sia pressoché una formalità, e che il luogo abbia più un senso metaforico, lo si crea automaticamente con l’unione di un gruppo di giovani che sviluppano un’idea, un ideale e lo mettono in pratica impegnandosi attivamente nel sociale. Nel nostro territorio certamente le associazioni sono un centro fondamentale dove i giovani possono esprimere le loro idee, vederle realizzare e aiutare. Perché il volontariato è un motore fondamentale che manda avanti una città, una comunità e i giovani questo lo hanno capito.

Melissa Meniconi

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Pubblicato il 12 marzo 2022

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