Migranti, nuovi arrivi a Colle. La Lega Nord protesta

«Abbiamo - spiega il commissario provinciale e consigliere regionale della Lega Nord Marco Casucci - ricevuto numerose lamentele dai cittadini colligiani che nei giorni scorsi sono venuti a conoscenza di questi nuovi arrivi. Siamo amareggiati nel constatare con quale superficialità venga affrontato il problema degli immigrati irregolari in arrivo nel nostro Paese»

 
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«Fa discutere l’arrivo di quaranta migranti a Colle Val d’Elsa. Qualche settimana fa siamo stati proprio noi a denunciare il probabile arrivo in città di alcuni immigrati che avrebbero dovuto essere dislocati in un immobile a Gracciano, poi ritenuto non idoneo a seguito di un sopralluogo delle autorità competenti. Adesso la conferma degli arrivi». E' con queste parole che la Lega Nord della Val d'Elsa senese si dice contraria all'iniziativa. «Abbiamo - spiega il commissario provinciale e consigliere regionale Marco Casucci - ricevuto numerose lamentele dai cittadini colligiani che nei giorni scorsi sono venuti a conoscenza di questi nuovi arrivi. Siamo amareggiati nel constatare con quale superficialità venga affrontato il problema degli immigrati irregolari in arrivo nel nostro Paese. Le autorità si preoccupano semplicemente di trovare vitto e alloggio a queste persone, senza considerare che per loro non c’è lavoro e quindi non c’è futuro. Il rischio che cadano nella mani della criminalità è più che fondato ed è sotto gli occhi di tutti ogni giorno quando vediamo vendere merce contraffatta che va ad alimentare il business della criminalità organizzata». 

Casucci continua attaccando frontalmente anche il modello toscano di accoglienza: «Il modello toscano dell’accoglienza diffusa è una falsa soluzione che paleserà ben presto tutti i suoi limiti e i rischi connessi. Il vero problema da affrontare non è la collocazione di chi arriva, ma come bloccare definitivamente le partenze e quindi gli arrivi in Italia di persone che si rivelano non avere alcun diritto di asilo nel nostro Paese, che a conti fatti risultano essere la stragrande maggioranza di quelle che vengono accolte. Non può essere l’Italia a farsi carico di dirimere le problematiche economiche dell’intero continente africano e di tutta la zona del Medio Oriente, soprattutto senza considerare i rischi legati alle infiltrazione di persone che potrebbero essere legate al terrorismo di matrice islamica. Dobbiamo aiutare soltanto chi ne ha veramente diritto».

Pubblicato il 24 agosto 2016

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