Morto un ragazzo di 20 anni di Arezzo all'Acqua Borra. L'area era stata chiusa per pericoli di frane

Un ragazzo di 20 anni di Arezzo è morto questa notte all'Acqua Borra, luogo vicino a Montaperti. L'Acqua Borra è una piccola località dove si trova una vasca con le acque termali naturali, molto conosciuta nella zona e meta da sempre dei bagni notturni dei giovani senesi ed aretini. Nelle ultime settimane il Comune aveva accertato la pericolosità della zona

Commenti 0
  • Condividi questo articolo:
  • c
  • d
  • j

Un ragazzo di 20 anni di Arezzo è morto questa notte all'Acqua Borra, luogo vicino a Montaperti, nel Comune di Castelnuovo Berardenga. L'Acqua Borra è una piccola località dove si trova una vasca con le acque termali naturali, molto conosciuta nella zona e meta da sempre dei bagni notturni dei giovani senesi ed aretini. Nel 2005 era stata ristrutturata, compreso il casolare vicino dove era sorto un ristorante, ma nelle ultime settimane l'amministrazione comunale aveva accertato la pericolosità della zona e i successivi controlli dell'ufficio tecnico avevano rilevato un movimento franoso nei pressi della sorgente di acqua termale, posta all'interno del parco storico, e subito era scattato il divieto di accesso all'area comprendente la vasca e la sorgente, con transennamenti in tutta la zona circostante. Le dinamiche della tragedia parlano di tre ragazzi di Arezzo che dopo la mezzanotte sono entrati nell'area delle fosse termali, scavalcando i cancelli, per fare il bagno. Lo sfortunato giovane dovrebbe essere entrato in un cunicolo, rimanendovi incastrato. Intorno alle 3 di notte l'allarme dato dagli amici. Le operazioni di recupero del corpo, per le quali è stata impegnata una squadra di sommozzatori dei Vigili del Fuoco, sono molto difficili, vista l'instabilità del terreno. Appresa la notizia, l'amministrazione comunale di Castelnuovo Berardenga ha espresso il proprio cordoglio attraverso il sindaco Roberto Bozzi: "Purtroppo i controlli effettuati dalla Polizia Municipale e dalle altre forze dell'ordine sul rispetto del divieto non sono stati sufficienti ad evitare una morte assurda, che oggi ci colpisce tutti profondamente".

Pubblicato il 6 maggio 2008

  • Condividi questo articolo:
  • c
  • d
  • j

Lascia un commento

Ho preso visione dell’informativa privacy
  * Acconsento

In relazione al trattamento dei miei dati personali, relativamente alle finalità di Marketing diretto mediante invio di materiale informativo e/o pubblicitario mediante email o newsletter, strumenti di messaggistica o telefono
  Acconsento

Torna su