Nel 1942 aveva 16 anni e la guerra l'ha vista davvero

L'indiscutibile gaffe della nuova Miss Italia, più che diventare il pretesto per un rancoroso linciaggio mediatico, potrebbe essere il giusto spunto per andare a riprendere in mano la storia, di questi tempi tanto sbeffeggiata e spesso rivisitata, a partire dalle testimonianze di chi l'ha vissuta. Ieri pomeriggio ho incontrato Adorna Borgianni, classe 1926, di Poggibonsi. L'ho interrotta, a casa sua a Staggia, mentre faceva merenda con fette biscottate e marmellata e l'ho costretta a raccontarmi un po' della sua storia

 
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Domenica 20 settembre 2015 la diciottenne Alice Sabatini ha vinto il titolo del concorso di bellezza di Miss Italia. Un concorso di bellezza, appunto, certo non concepito per premiare la ragazza più istruita e acculturata del Paese. Nonostante questa premessa, l'affermazione «Vorrei aver vissuto la Seconda Guerra Mondiale, tanto sono donna» della giovane (fonte Huffington Post ndr) ha provocato l'inevitabile sdegno di parecchi italiani. L'indiscutibile gaffe della neoeletta, più che diventare il pretesto per un rancoroso linciaggio mediatico, potrebbe essere il giusto spunto per andare a riprendere in mano la storia, di questi tempi tanto sbeffeggiata e spesso rivisitata, a partire dalle testimonianze di chi l'ha vissuta.

Ieri pomeriggio ho incontrato Adorna Borgianni, classe 1926, di Poggibonsi. L'ho interrotta, a casa sua a Staggia, mentre faceva merenda con fette biscottate e marmellata e l'ho costretta a raccontarmi un po' della sua storia.

Aveva due fratelli, il più grande portava il suo stesso nome. Adorno Borgianni aveva fatto per tanto tempo il militare a Trieste, città dalla quale fu costretto a tornare a piedi e senza scarpe. «Una volta tornato a casa – spiega Adorna – Mussolini mise il bando per ripresentarsi volontari. Il mi' babbo glielo disse: “Non ti posso dire né di andare alla macchia né di andare a casa, devi fare la tua volontà”».

Adorno Borgianni scelse la macchia, affidandosi all'aiuto di un conoscente gappista. Fu uno dei giovani fucilati alla caserma Lamarmora. Prima di morire, portò a casa una sera un certo Andrea, compagno partigiano detto “Pentolo”, che un giorno, passato il fronte, sarebbe diventato il marito di Adorna.

Quando le racconto quello che ha detto Miss Italia, Adorna mi spiega che chiaramente non esiste distinzione tra maschio e femmina. «Ci hanno tolto il pane – dice, gesticolando e con la voce alterata –. Hanno ucciso mio fratello, hanno ucciso mio fratello! Erano tempi secondo lei? Ma siamo pazzi? Combattevamo anche noi donne, tutti i giorni, sennò si moriva di fame». Il padre di Adorna fu uno dei più fortunati, perché gli venne proposto dal fattore di Tocchi di smettere di fare il contadino e diventare artigiano, ma nonostante questo si era comunque trovato costretto a coltivare il campo pur di campare.

«Se potessi dare un consiglio a voi giovani d'oggi vi direi di cercare di stare meglio che potete, perché la vita è dura. Dovreste vivere in pace, non in guerra».

Alessandra Angioletti

Pubblicato il 28 settembre 2015

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