Novità per il Piano Operativo di Poggibonsi. Bussagli: «Abbiamo fatto tesoro dei contributi e dei suggerimenti»

Nuova fase per il Piano Operativo, strumento di pianificazione urbanistica che è stato all'ordine del giorno del Consiglio Comunale del 18 febbraio contestualmente alla variante al Piano Strutturale. Il Consiglio, con voto positivo del Partito Democratico, ha approvato le controdeduzioni alle osservazioni presentate dopo l'adozione. «Si completa un percorso centrale nell'azione amministrativa portata avanti», dice il sindaco David Bussagli

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Spinta sulla rigenerazione di volumi inutilizzati, spazi di crescita e di sviluppo, tutela dell'equilibrio con il territorio aperto e, soprattutto, Poggibonsi città pubblica che si sostanzia negli spazi della comunità che cresceranno in qualità e quantità. Nuova fase per il Piano Operativo, strumento di pianificazione urbanistica che è stato all’ordine del giorno del Consiglio Comunale del 18 febbraio contestualmente alla variante al Piano Strutturale. Il Consiglio, con voto positivo del Partito Democratico ha approvato le controdeduzioni alle osservazioni presentate dopo l’adozione. «Si completa un percorso centrale nell’azione amministrativa portata avanti - dice il sindaco David Bussagli - Dopo l’adozione si è aperta la fase delle osservazioni formali su cui forte è stato il lavoro di approfondimento a beneficio di tutto l’impianto. Abbiamo cercato di migliorare i documenti adottati lo scorso giugno, facendo tesoro dei contributi e dei suggerimenti anche grazie al percorso di partecipazione attivato. Il documento finale rappresenta la necessaria sintesi nell’interesse della città. Una città che continua a immaginarsi città del lavoro, che necessita di nuovi e più qualificati spazi pubblici, senza consumare nuovo suolo, riqualificando ciò che nel tempo ha perduto la sua iniziale funzione, nella ricerca di quel prezioso equilibrio fra territorio urbanizzato e campagna».

Il Piano Operativo è stato adottato nel giugno 2018 al termine di una lunga fase che si è arricchita grazie ai contributi, oltre cento, singolarmente analizzati. Vi sono state decine e decine di incontri con cittadini che ne hanno fatto richiesta, assemblee pubbliche e con i professionisti.  Nei termini stabiliti dalla legge sono state 191 le osservazioni formali presentate, fra cui anche il contributo prodotto dagli uffici del Comune e in cui già erano sostanziati molteplici spunti pervenuti con le osservazioni stesse. Tutte le osservazioni sono state approfondite dai tecnici incaricati della redazione dei piani e le controdeduzioni sono state portate in votazione.

«Ringrazio non soltanto i tecnici interni ed esterni che hanno lavorato alla stesura del Piano e al suo progressivo affinamento, ma anche i tanti professionisti, enti, associazioni e cittadini che hanno prodotto i loro contributi – dice Bussagli - Grazie all’apporto di tutti abbiamo sviluppato un’idea forte di città pubblica, città del lavoro, città capace di indirizzare e governare le trasformazioni mantenendo il legame con la propria natura produttiva e quindi rispondendo alle esigenze di crescita e di sviluppo».  Nell’area artigianale dei Foci la realizzazione delle opere di mitigazione del rischio idraulico ha fatto sì che in questo passaggio consiliare siano state recuperate le potenzialità edificatorie, ripristinando quelle previste nei rispettivi piani delle lottizzazioni condizionate, finora, dalla questione annosa legata a problemi di difesa idraulica. «Novità importante in chiave di espansioni e nuovi insediamenti», dice Bussagli.

Con l’approvazione delle controdeduzioni alle osservazioni giunge ad una fase di svolta la costruzione del Piano Operativo che è prosecuzione naturale del Piano Strutturale del 2014 e che si fonda su cinque principi cardine: una definizione più avanzata di progetto di città pubblica, una accelerazione per la rigenerazione di volumi e spazi non più utili e utilizzati, il drastico ridimensionamento di consumo di suolo, il rafforzamento dell'idea di città del lavoro con la dotazione di spazi e infrastrutture adeguate, il rapporto prezioso fra territorio urbanizzato e territorio rurale. Adesso il percorso prosegue con l’inoltro in Regione Toscana per la conformazione al PIT/PPR, iter che una volta completato porterà alla definitiva approvazione degli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica.

Pubblicato il 20 febbraio 2019

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