Nuove linee guida USA sulla mammografia: dovrebbe partire dai 40 anni

Quando si parla di tumore al seno è fondamentale una diagnosi tempestiva, che dia la possibilità di intervenire il più in fretta possibile. Questo perché più sono piccole le dimensioni della malattia al momento della sua individuazione e più sono grandi le possibilità di guarigione definitiva. Ogni anno vengono diagnosticati in Italia 52.800 nuovi casi di tumore al seno; ne viene colpita una donna su otto

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Quando cominciare a fare la mammografia? Dai 40 anni. Questo è quello che dicono le ultime linee guida dell'American Society of Breast Surgeons. «Bisogna iniziare con la valutazione del rischio - ha dichiarato Pat Whitworth, co-presidente dell gruppo che ha redatto il rapporto -. Sono troppe le donne che pur presentando un rischio superiore alla media sono gestite come tutte le altre, con la possibilità di lasciarsi sfuggire l’individuazione precoce di un cancro o d’impedirne del tutto l’insorgenza».

Quando si parla di tumore al seno è fondamentale una diagnosi tempestiva, che dia la possibilità di intervenire il più in fretta possibile. Questo perché più sono piccole le dimensioni della malattia al momento della sua individuazione e più sono grandi le possibilità di guarigione definitiva. 

Ogni anno vengono diagnosticati in Italia 52.800 nuovi casi di tumore al seno; ne viene colpita una donna su otto. Per fortuna però, grazie ai continui progressi della medicina e degli screening, è possibile diagnosticarlo in fasi molto precoci. 

Sempre secondo il rapporto, la valutazione del rischio dovrebbe cominciare già a 25 anni o alla prima visita di un senologo o di un altro operatore sanitario. Se la paziente ha alle sue spalle iperplasia atipica o carcinoma lobulare in situ, o se tra i 10 e i 30 anni è stata sottoposta a radioterapia al petto o a radioterapia di campo a mantello, viene considerata come a rischio di cancro al seno elevato ed è opportuno seguire raccomandazione specifiche. In questo caso è consigliata una risonanza magnetica annuale a partire dai 25 anni o una mammografia in 3D a partire dai 30. Se, invece, la donna presenta un rischio nella media, è importante non sottovalutare il problema e fare una mammografia, ogni anno a partire dai 40.

Il mammografo digitale con Temosintesi 3D presente nel Centro Sirio di San Miniato Basso (Pisa) dà la possibilità di studiare la mammella dividendola in tante sezioni dello spessore di un millimetro e di evidenziare in maniera più precisa e accurata anche sottili alterazioni indicative di una lesione di piccole dimensioni. Questo esame, con un dosaggio leggermente maggiore rispetto alla mammografia digitale, è particolarmente efficace nel caso di diagnosi nei seni densi, riducendo la possibilità di sovrapposizioni dei tessuti che può avvenire nella mammografia. Si tratta, tutt'oggi, dell'esame che meglio consente di riconoscere la presenza di un tumore al seno e, cosa ancora più importante, lo può evidenziare nella sua fase iniziale.

Pubblicato il 17 giugno 2019

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