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Perché il logo è una parte essenziale dello storytelling del marchio

Quando si crea un logo, si condensa in un unico elemento tutta la storia dell'azienda, e questo è fondamentale per la sua immagine, esattamente come lo è il suo adattamento per creare un sito web o un packaging di prodotto. E questo ''storytelling'' (ovvero, narrazione di una storia) è fondamentale per coinvolgere chi ci guarda, indipendentemente dal mezzo che utilizza

 LOGO E STORYTELLING
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Quando si crea un logo, si condensa in un unico elemento tutta la storia dell’azienda, e questo è fondamentale per la sua immagine, esattamente come lo è il suo adattamento per creare un sito web o un packaging di prodotto. E questo “storytelling” (ovvero, narrazione di una storia) è fondamentale per coinvolgere chi ci guarda, indipendentemente dal mezzo che utilizza.

Storytelling: l’evoluzione della specie

Nel corso degli anni, complice lo sviluppo di internet e la sua conoscenza, siamo passati da un marketing che prevede ambiti separati (pubblicità above the line, pubblicità below the line, promozioni, public relations, ecc.) a una situazione molto più fluida, dove ogni singola parte di questo puzzle della comunicazione aziendale sfuma nelle altre, senza più confini definiti e riportando una narrazione condivisa: lo storytelling del brand.

A ben vedere ciò rimanda alla famosa Unique selling proposition, il modello di Rosser Reeves degli anni Quaranta: un’azienda si distingue nel mare della concorrenza se ha un’argomentazione esclusiva di vendita, e il moderno storytelling è un’evoluzione di questo concetto.

La prima cosa che vediamo è il marchio

Il branding, ossia quella branca della comunicazione che si focalizza sulla corretta applicazione del marchio su tutto ciò che l’azienda mostra all’esterno, ci insegna che il marchio è la prima porta attraverso cui passa ogni cosa. E noi, in effetti, utilizziamo il marchio come un la miccia d’innesco per un fiume di emozioni e ricordi.

Per esempio, quando vediamo il cavallino nero della Ferrari sul suo scudetto giallo, indipendentemente dal contesto, veniamo automaticamente proiettati in un mondo di prestazioni e velocità. Se vediamo la doppia “R” sovrapposta della Rolls-Royce, il mondo evocato sarà completamente differente.

Licenze e merchandising

Questo avviene senza riguardo per il mezzo usato: può trattarsi di un cappellino, una maglietta, un orologio. E spiega anche come mai esista una florida attività di merchandising: aziende non producono prodotti di un certo tipo, ma “noleggiano” la licenza del loro marchio ad altri produttori. Tornando alla Ferrari: gli orologi della serie Scuderia sono prodotti da Movado, un gruppo orologiero statunitense che fabbrica segnatempo a marchio Hugo Boss, Lacoste, Coach e Tommy Hilfiger.

Allo stesso modo, gli occhiali a marchio Ferrari sono prodotti dal gruppo Luxottica, mentre i profumi dal gruppo Perfume Holding, che produce anche per Atkinsons, La Perla, Iceberg, Liu Jo, e John Galliano.

Da questi esempi si può capire quanto un logo diventi un catalizzatore di emozioni e di identità di brand, così come del vissuto che lo stesso brand comunica. E l’investimento delle aziende sul loro marchio per creare questo circuito virtuoso offre grandi ritorni, non solo di immagine ma, come si può intuire, anche economici. Un articolo su The Fashion Law afferma che un brand fondamentale della moda come Chanel derivi il 60% del suo fatturato dalla linea profumi e dai prodotti di bellezza. Questo dovrebbe dirci molto dell’importanza di un brand.

Come creare un logo efficace?

Anche se non siete Gucci o Ferrari, la vostra attività beneficerà dalla realizzazione di un logo forte, che comunichi efficacemente il vostro brand, proprio per l’autorevolezza trasmessa ai visitatori. Ci sono regole ben precise che è consigliabile seguire per fare il tutto in modo corretto.

1 - Keep It Simple, Stupid

Meno elementi ci sono nel vostro logo, meglio è. Avevamo accennato alla Unique selling proposition, ricordate? Comunicate poche cose nel vostro logo: il messaggio arriverà ai visitatori con maggiore autorevolezza e chiarezza. Prendete per esempio Chanel: una scritta con due C incrociate. Ciò nonostante, dietro l’apparente semplicità di questo marchio c’è tutto un mondo.

2 - Disegnate il logo giusto per il vostro pubblico

Il logo non si progetta per autocompiacimento: lo si fa perché piaccia al vostro pubblico. Questo è uno dei motivi per cui è meglio farsi aiutare dai sondaggi o da altre persone quando si sta valutando il logo da adottare per la propria azienda: voi sareste troppo coinvolti emotivamente! Quindi, nella scelta, provate sempre a mettervi nei panni del pubblico.

3 - Create una palette di colori abbinati

Il colore di un logo e degli elementi che lo accompagnano è fondamentale. Create una palette di pochi colori abbinati che lo accompagni in tutti i suoi utilizzi, dal web alla carta, e rispettatela scrupolosamente. Ricordatevi che il colore comunica un’emozione, esattamente come il lettering e gli elementi grafici che compongono il logo.

4 - Prendetevi del tempo per testarlo

Sebbene sia possibile modificare il logo nel tempo, ricordatevi che non c’è una seconda occasione per fare una buona prima impressione. Quindi, è meglio passare un po’ più di tempo per testarne l’efficacia, prima di presentarlo al grande pubblico.

In sintesi

Si potrebbe proseguire a lungo parlando di loghi e immagine di marca, così come della loro importanza, ma questo concetto dovrebbe essere ormai chiaro. La realizzazione di un logo diventa un elemento critico del marketing per diffondere lo storytelling aziendale. A sua volta, ciò veicola un’identità che ha un valore fondamentale per l’azienda, grande o piccola che sia.

È anche per questo che prima di creare un logo è necessario rendersi conto della sua importanza. Sfatiamo il mito per il quale è solo una bella immagine su di un foglio.

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Pubblicato il 20 giugno 2022

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