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Poggibonsi e il Gioco del Pallone nel Settecento

Il Gioco del Pallone, che avrà a Poggibonsi una rilevanza e una fortuna notevole fino ai primi decenni del sec. XX, trova le sue origini nella prima metà del Settecento

 FRANCO BURRESI
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Il Gioco del Pallone, che avrà a Poggibonsi una rilevanza e una fortuna notevole fino ai primi decenni del sec. XX, trova le sue origini nella prima metà del Settecento.

All’inizio si praticava  nella “strada  ov’è la meridiana”, come si legge  in un vecchio documento d’archivio, con grande pregiudizio della medesima; si tratta di una lettera dei Nove Conservatori del Dominio Fiorentino del 1763, con la quale si invita l’amministrazione comunale a reperire un luogo più idoneo per la pratica di detto gioco. I Rappresentanti della Comunità rispondono che il gioco è già stato spostato nel cosiddetto “Prato al Piano”, ossia nel tratto di terreno pianeggiante antistante l’Oratorio della Madonna delle Grazie o del Piano, appunto, dove si svolgevano, oltre la festa religiosa dell’Oratorio, alcune importanti fiere che richiamavano avventori da mezza Toscana, prima tra queste la fiera di mezza Quaresima.

Venti anni dopo, nel 1783, il livellario dei Fossi Domenico Marzi rilascia al Comune una parte del terreno preso a livello perché ci si possa fare il getto dei calcinacci, che altrimenti ingombravano le strade paesane.  Un giovane poggibonsese, Andrea Chelattini, coglie la palla al balzo e chiede invece al Comune che in tale terreno vi si possa fare il Gioco del Pallone “per divertimento del pubblico e della gioventù della loro Terra”. La Comunità acconsente, purché non vengano danneggiati i mori (o gelsi), tenuti in grande considerazione a quei tempi per la foglia, che alimentava la coltura dei bachi da seta. E così, dove oggi si trova la Piazza Berlinguer, il Gioco del Pallone trova la sua sistemazione definitiva. Il Chelattini ha l’incarico di “pallonaio” e paga per questo al Comune ogni anno 5 scudi.

Nel 1787 il possidente Niccolò Muzzi fa sbassare un tratto delle mura cittadine, per cui il Chelattini si lamenta del fatto che adesso i giocatori sono in difficoltà, soprattutto nella stagione calda, essendo esposti in pieno ai raggi del sole. Il terreno viene livellato e lavorato dallo stesso Chelattini per renderlo sempre più idoneo al gioco, e per questo lo stesso chiede al Comune uno sgravio sul contributo da versare.

Da un documento del 1798 si viene a sapere che anche a Staggia si praticava un gioco del pallone, dentro la via Maestra, con grande pregiudizio degli abitanti. La Comunità di Poggibonsi, considerato che non si può togliere alla gioventù “l’onesto passatempo di tale gioco” , assegna allora  a tale scopo un luogo più adatto sulla via dietro le mura.

Altri particolari, compresi quelli relativi al Gioco del Palloncino o a quello della Pillotta, di moda a Poggibonsi nel sec. XVIII, è possibile reperirli nel libro che sarà presentato il prossimo 17 dicembre presso la sala Set del Politeama, intitolato “Poggibonsi nel settecento - dai Medici, a Pietro Leopoldo, alla Rivoluzione”.

Nelle immagini: 1) ubicazione dell’Oratorio della Madonna del Piano fuori Porta Fiorentina, con il relativo Prato al Piano, dove per un certo periodo si fece il Gioco del Pallone; 2) il luogo dove il Gioco del Pallone trovò la sua definitiva sistemazione (attuale Piazza Berlinguer).

Franco Burresi

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Pubblicato il 20 novembre 2022

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