Vivaio Il Roseto

Poggibonsi e il problema dell'acqua, un vecchio problema

Il problema dell'approvvigionamento idrico è oggi in gran parte conseguenza del cambiamento climatico provocato dalle scelte sconsiderate degli uomini

 FRANCO BURRESI
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Il problema dell’approvvigionamento idrico  è oggi in gran parte conseguenza del cambiamento climatico provocato dalle scelte sconsiderate degli uomini. A Poggibonsi tuttavia il problema si poneva anche quando di cambiamenti climatici nemmeno si parlava ancora. Già nel secolo XVII, e più ancora nel XVIII, gli abitanti di Poggibonsi dovevano fare i conti con la carenza di acqua.

 Nella Piazza del Mercato (attuale Piazza Cavour) esisteva una pubblica fonte, posta, come si vede dalle cartine, più in alto rispetto all’attuale, con tanto di “guasca” [vasca].  Un condotto sotterraneo portava poi l’acqua ad un’altra fonte minore, posta nella Piazza S.Lorenzo o Piazzola. Ma spesso l’acqua, specie in alcune stagioni estive particolarmente aride, era del tutto insufficiente. I condotti si riempivano di tartaro, di radici, e spesso si doveva chiamare un maestro muratore a  fare opera di sgrumatura e ripulitura degli stessi. A questo deve aggiungersi il fatto che alla vasca della fonte pubblica venivano spesso a rifornirsi per le loro attività i vari artigiani, i tintori, i trattori di seta, i muratori e via dicendo e mancava l’acqua per lavarsi e per bere. Varie ordinanze comunali vietarono nel tempo l’uso della fonte pubblica per tali attività, per le quali era previsto il rifornimento presso il vicino torrente Staggia. Alla fonte si poteva attingere, oltre che per gli usi domestici,  solo in caso di incendio. Gli abusi, tuttavia, erano frequenti. Qualcuno addirittura osò deviare parte dell’acqua dei condotti verso i propri orti o giardini e sorsero lunghe diatribe, così, tra privati e amministrazione comunale.

 Il problema sembrava non avere soluzione. Si cercò di riutilizzare perfino i vecchi pozzi abbandonati da tempo presenti dentro le mura castellane, ma andavano prima ripuliti di tutte le immondizie che la gente di allora vi aveva gettato dentro. Nel 1795 finalmente si affrontò decisamente il problema, dando incarico al dottor Francesco Marmocchi e all’ingegner Giuseppe Manetti di stendere due relazioni, una chimica ed una tecnica, circa il possibile utilizzo delle due sorgenti di Badia e del Vallone, le quali, si legge nelle relazioni, se unite insieme, avrebbero potuto dare oltre che un’acqua di ottima qualità, una portata sufficiente alla popolazione del paese.

 La fonte di piazza pose nel ‘700 anche un problema di altro genere. La vasca, abbastanza profonda, era contornata di colonnini in travertino, posti però ad una distanza tale l’uno dall’altro che ci potevano passare senza problemi dei ragazzi. La mattina del 5 agosto 1787, come denuncia il messo comunale,  ben due bambini, andati a bere alla fonte, vi caddero dentro: la figlia di sette anni del vetturini Giuseppe Marchetti detto “Baco” e il figlio di dieci anni di Andrea Capperucci. Entrambi vennero soccorsi e tratti fuori dai passanti vicini, accorsi alle grida.  Il Comune  decise allora di far mettere dei ferri tra colonnino e colonnino per evitare in futuro  tale inconveniente.

(Maggiori informazioni sull’argomento si troveranno in un libro dedicato al settecento poggibonsese di prossima pubblicazione).

Franco Burresi

Nell’immagine: una piantina catastale del 1824 relativa alla Piazza del Mercato, con il vecchio fontanile.

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Pubblicato il 31 luglio 2022

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