Poggibonsi e la scoperta delle sue acque minerali

L'acqua di Cinciano, una volta analizzata e incanalata, fu messa in vendita nelle farmacie di Firenze, Siena, Pisa, Livorno, Lucca

 FRANCO BURRESI
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Doveva fare parecchio caldo quel giorno nel Podere della Lama, presso Talciona, di proprietà di Alessandro Morelli, se un colono, a un certo punto, “preso da arsione, andò a dissetarsi ad una pozzetta ove scaturiva acqua, prossima ai lavori campestri di cui si occupava. Sentitala di salso sapore, palesò questa particolarità alla Famiglia, e si decise con gli altri componenti la medesima a farne sollecito esperimento purgativo. Di fatto, e l’inventore e alcun altro de’ suoi, fosse per curiosità di sincerarsi della sua attività, o per bisogno di ripurgarsi, non tardarono a farne uso in 4 o 5 bicchieri per individuo, e ne ottennero un istantaneo effetto senza il più lieve incomodo, ed al pari di ogni altro più attivo purgante. Divulgatasi da essi tal notizia, molti vicini ne fecero replicati esperimenti, sempre con ottimo risultato, di modo che il concorso della Popolazione della Comunità non solo, ma anche delle Comunità limitrofe andò rapidamente aumentandosi, e a misura che si conobbero i costanti buoni effetti ne fecero i Medici del Luogo frequentissime prescrizioni”.

L’acqua della Lama fu analizzata tre volte, dal prof. G.Taddei, dal prof. A.Targioni-Tozzetti e infine dal prof. A.Cozzi. Le tre analisi coincisero nel giudizio e il 3 giugno 1836 un’autorizzazione granducale permise il commercio  dell’acqua. L’esperto idraulico Benedetto Luder  si incaricò dei lavori di incalanatura  e l’acqua fu venduta come “Acqua purgativa della Lama” a lire 8.4 il fiasco a Poggibonsi e a lire 10 alla farmacia  di S.G.Battista di Firenze.

Qualche anno dopo, nel 1843, il farmacista Giovanni Civili di Greve, stabilitosi a Barberino Val d’Elsa, scoprì a Cinciano delle sorgenti di acqua ferruginosa acidula in un terreno appartenente ai PP. Serviti di Siena. In realtà si trattò di una “riscoperta”, in quanto le proprietà curative di tali acque erano conosciute fin dall’antichità, come dimostrò il ritrovamento sul fondo della pozza principale di molte monete romane dell’epoca degli imperatori Domiziano, Nerva ecc...

A testimonianza dell’antica conoscenza di tali acque, anche in un documento dell’Archivio Comunale di Poggibonsi del sec. XIV si parlava inoltre del “Bagno di Cinciano”, dove era “facoltà di tutti quelli del Comune di potersene servire gratis”. Nel 1344 tale bagno di Cinciano era concesso in affitto a certo Casino Guccio per 32 soldi di fiorino, con la clausola di darne l’uso gratis agli abitanti del paese. Nel sec. XVIII i medici Ciaspini e Marzi avevano prescritto l’acqua di Cinciano per diverse malattie. I contadini, infine, da lungo tempo, prima della riscoperta del sig. Civili, vi portavano le pecore a bagnarsi per guarire dalla scabbia, mentre altri vi si curavano i dolori reumatici.

Il prof. Antonio Targioni-Tozzetti, discendente del più famoso Giovanni, analizzò l’acqua, quindi si fecero i lavori di incanalatura al fine di riunire l’acqua delle varie polle in un unico condotto. Durante i lavori alcuni operai ebbero paura, ad un certo punto. Così narra il fatto il Targioni-Tozzetti: “In questa località, abbassando l’orecchio al suolo, si sente qua e là un rumore sotterraneo, come di un bollire d’acqua, il che dà a conoscere esservi molto svolgimento e gorgoglìo di gas tra l’acqua stessa nelle viscere della terra. Nel 21 del mese di maggio del 1845, circa alle ore 4 pomeridiane, questo rumore fu sentito straordinariamente più forte, al di sotto del cratere maggiore ed inferiore, dai lavoranti occupati in quel mentre alla riattazione delle sorgenti. Esso somigliava ad una lontana ma gagliarda detonazione, a cui seguiva un leggero sussulto del suolo, lo che messe in qualche timore quei lavoranti medesimi. Per sei volte, a piccoli intervalli, il fenomeno si ripeté, e mai durò meno ciascuna volta  di circa un minuto primo. Il sig. Civili, che trovavasi presente al fatto, osservò che il gran getto di gas in questo cratere aumentava e diminuiva a seconda che cominciava e terminava il fenomeno…”.

L’acqua di Cinciano, una volta analizzata e incanalata, fu messa in vendita  nelle farmacie di Firenze, Siena, Pisa, Livorno, Lucca. A Siena si vendeva alla farmacia Parenti a 1 paolo la bottiglia con il rimborso di soldi 5 per il vuoto reso. L’acqua di Cinciano vinse la medaglia al merito all’Esposizione Italiana del 1861 e a quella internazionale di Londra del 1862. Veniva prescritta dai medici del luogo, tra cui il dottor Orlandini, per molte patologie, dalle difficoltà digestive, a quelle dell’apparato circolatorio, del fegato, dell’addome, dei reni ecc...

Il successo delle acque della Lama e di Cinciano deve aver invogliato il principe Corsini nello stesso anno 1843 a far analizzare un’acqua che scaturiva in un suo terreno posto “sulla sinistra del torrente Drove che affluisce nello Staggia” e di “non dubbio indizio dell’antica permanenza delle acque marine”. La sorgente dava circa un barile di acqua all’ora. Tale acqua fu analizzata dal prof. Cozzi e dichiarata commerciabile come bevanda, anche se vari medici ne misero in risalto anche alcune proprietà terapeutiche.

La scoperta  e la messa in commercio delle acque minerali di Poggibonsi si svolse tutta nell’arco di appena 15 anni. Nel 1851 venne deciso infatti di commercializzare l’acqua minerale del Borghetto, che sgorgava presso Strozzavolpe, nella proprietà dei Da Cepparello, un’acqua che da molto tempo godeva “assai riputazione fra gli abitanti delle borgate e delle campagne della Val d’Elsa” e che aveva già visto “continua e ragguardevole affluenza di persone” per le sue proprietà terapeutiche. L’acqua, dopo la consueta analisi condotta dal prof. Cozzi, fu sperimentata con notevoli vantaggi in due ospedali fiorentini e quindi fu messa in vendita a Firenze presso il palazzo dei Da Cepparello, a Livorno alla farmacia Ulacco, a Pisa alla farmacia Bottari, a Siena alla farmacia Parenti, a Lucca alla farmacia  Puccetti. La portata della sorgente fu calcolata in 4 barili al giorno.

(V. anche Burresi-Minghi “Poggibonsi al tempo di P. Leopoldo, Napoleone e Garibaldi”, 2017)

Franco Burresi

Nelle immagini: il Podere della Lama in un cabreo del ‘700; frontespizio dei libretti relativi alle analisi delle quattro acque minerali di Poggibonsi; campione dell’acqua minerale di Cinciano conservato presso l’Accademia dei Fisiocritici di Siena.

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Pubblicato il 3 settembre 2021

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