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Poggibonsi e un fatto di sangue tra forestieri all'Osteria di Calcinaia

Lo storico Fernand Braudel quando teorizza la sua idea della storia dai tempi variabili, brevi, lunghi o lunghissimi, parla di come, per certi aspetti, la storia sembra quasi non mutare mai

 FRANCO BURRESI
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Lo storico Fernand Braudel quando teorizza la sua idea della storia dai tempi variabili, brevi, lunghi o lunghissimi, parla di come, per certi aspetti, la storia sembra quasi non mutare mai. Si riferisce in particolare alla millenaria ubicazione di città, porti, strade, mercati, osterie ecc. A Poggibonsi, in località Calcinaia, nella zona dove ancora oggi c’è un ristorante - pizzeria, c’è stata per secoli, presso l’incrocio tra la strada per Siena e quella per Boccabarili/S.Lucchese, non lontano dallo Spedale di S.Giovanni alla Magione e dal bivio per Colle e la strada massetana, un’osteria, l’osteria detta appunto “di Calcinaia”, o, comunque, nel dopoguerra, un locale addetto ai generi alimentari.

Fu proprio in questa osteria che la sera del 27 maggio 1727 avvenne un fatto di sangue tra forestieri. Poggibonsi era a quei tempi un borgo agricolo di modeste dimensioni, ma i suoi mercati, le sue fiere, le sue feste religiose richiamavano viandanti, mercanti di ogni tipo e forestieri. Questi ultimi venivano guardati con un certo sospetto dalle autorità comunali del tempo e coloro che li ospitavano erano sottoposti a rigidi controlli.

La sera di quel 27 maggio capitano per la cena all’osteria di Calcinaia tale Urbano Monti, originario di Sermoneta, nello Stato Pontificio, (oggi provincia di Latina), di professione merciaio, assieme ad un certo Michele, anch’egli merciaio, e la  moglie di questi, Anna. Ad un tavolo si trovano già seduti altri tre forestieri: tale Antonio Guittone, statura bassa, barba folta nera e capelli dello stesso colore, vestito con una giubba color “mustiato chiaro”, con bottoni dorati; insieme a lui ci sono un  romagnolo ed un veneziano, quest’ultimo alto di statura, barba color “castagno chiaro mischiata di bianco”, giubba color violetto. Tutti e tre hanno in testa un cappello di feltro nero; il Guittone porta alla cintura una sciabola corta rinchiusa dentro il fodero. Sono girovaghi giocatori, che si buscano il pane giocando e, molto probabilmente, truffando, a giro per l’Italia.

Come riferisce il Monti nella sua deposizione davanti al magistrato, e come avviene spesso tra forestieri, una volta a tavola, gli avventori si salutano, si scambiano qualche battuta, attaccano discorso e, uniti i tavoli, finiscono di mangiare e bere insieme, amichevolmente. Dopodiché però, terminata la cena, il Monti e l’amico Michele escono un attimo fuori la porta dell’osteria, sulla strada, a conversare, e qualche istante dopo sentono la moglie di Michele, Anna, gridare:

- Andate in un bordello, che io non sono una puttana!

I due amici tornano dentro e capiscono al volo che ad Anna è stato fatto qualche “scherzo non lecito”. Il Monti redarguisce i tre:

- Che modo è questo di trattare una donna onorata?

- Come c’entrate voi? - risponde uno dei tre - Non tocca a voi!

- C’entro perché siamo compagni - ribatte il Monti e fa per andarsene, ma appena giratosi sente un colpo di rivoltella arrivargli alla mano destra, che comincia subito a colare sangue.

Il Guittone, il romagnolo e il veneziano scappano via, mentre il Monti è soccorso alla meno peggio dall’oste di Calcinaia e da sua moglie e poi portato allo Spedale di S.Maria della Scala, dove viene visitato ed operato dal cerusico Jacopo  Bartolomei, il quale può constatare la gravità della ferita, comportante la possibile perdita dell’articolazione della mano e in ogni caso una lunga degenza. Durante la permanenza nello Spedale, il Monti viene interrogato, ma a niente valgono le sue dettagliate testimonianze, perché i tre aggressori hanno ormai preso definitivamente il volo.

Nel suo sbrigativo e linguisticamente folcloristico rapporto, Antonio Agnorelli, sindaco di Poggibonsi, (incaricato di riferire sui fatti criminali e da non confondere con la funzione attuale di sindaco), riferisce come “essendo alchuni forestieri alla osteria di Calcinaia fuora di Poggibonsi, quando ebero mangiato cominciorno a gridare tra di loro e vennero alle mani e si diedero e ne rimase ferito uno in una mana, la quale è la mana manritta e si sparorno e subito scapporno dalla detta osteria e andorno via”.

Franco Burresi

Nelle immagini: In copertina un’antica casa al bivio per Boccabarili e S.Lucchese, già, in epoca medievale, Spedale di S.Maria Maddalena, secondo il Pratelli e la Ravenni e all'interno la località Calcinaia in una pianta catastale del 1824.

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Pubblicato il 5 giugno 2022

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