Poggibonsi, scoperta casa di appuntamenti in pieno centro

Dopo numerose segnalazioni pervenute al Commissariato di Pubblica Sicurezza dell’omonima cittadina valdelsana, in relazione all’esistenza di una presunta attività di meretricio in pieno centro, con continuo via vai di clienti in via Sardelli e notevole disturbo alla quiete condominiale, sono scattate immediate le indagini, con appostamenti, riscontri e raccolte di testimonianze

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Sono stati denunciati per favoreggiamento della prostituzione una cittadina colombiana di 52 anni, con precedenti specifici, e il proprietario della casa di appuntamenti scoperta dalla Polizia di Stato a Poggibonsi. Dopo numerose segnalazioni pervenute al Commissariato di Pubblica Sicurezza dell’omonima cittadina valdelsana, in relazione all’esistenza di una presunta attività di prostituzione in pieno centro, con continuo via vai di clienti in via Sardelli e notevole disturbo alla quiete condominiale, sono scattate immediate le indagini, con appostamenti, riscontri e raccolte di testimonianze.

Con l’operazione “Anunciacion”, portata avanti per alcuni mesi, la Polizia di Stato ha fatto luce sulle dinamiche con cui veniva gestita la casa di appuntamenti, ponendo fine all’attività, liberando l’immobile dalle prostitute e restituendo agli abitanti del condominio una vita dignitosa e tranquilla. 

«L'operazione - come si legge nella nota ufficiale - ha consentito di identificare tutte le ragazze che si prostituivano fino a tarda notte, tutti i giorni da diversi mesi, con la denuncia di una di loro. Nel corso delle indagini è emerso che la casa di appuntamenti è di proprietà di un noto agente immobiliare della valdelsa di 34 anni che, oltre a non aver comunicato all’Autorità di P.S la presenza delle straniere, come previsto dalla legge, nonostante le ripetute lagnanze da parte dell’amministratore di condominio, ha continuato a trarre profitto dall’attività di meretricio, come se nulla fosse. Come spesso accade, le ragazze, tutte sudamericane dai 26 ai 52 anni, erano solite pubblicizzare la loro attività attraverso annunci su internet, facilmente reperibili su qualunque motore di ricerca. Da qui il nome dell’operazione».

«Ciò che ha insospettito gli investigatori è che l’agente immobiliare, quando è stato invitato in ufficio per produrre la documentazione dell’appartamento, ha sostenuto di non potersi presentare subito, poiché doveva effettuare delle pratiche urgenti e che si sarebbe recato in Commissariato soltanto qualche ora dopo. I poliziotti, si sono appostati sotto casa e, poco dopo, hanno notato un uomo che stava andando verso l’appartamento monitorato. Avrebbe potuto essere un cliente come tanti, ma in realtà si trattava proprio dell’agente immobiliare, e proprietario, che stava andando a riscuotere le ultime bollette. Ironia della sorte, l’uomo è salito in ascensore con i poliziotti, che, una volta giunti al pianerottolo abitato dalle straniere, hanno visto la “maitresse” colombiana con le valigie già pronte, che di tutta fretta stava tendando di scappare all’estero, per far perdere le proprie tracce».

Il “postribolo”, attivo da almeno un anno, ha cessato la propria attività in pochi secondi, ossia appena l’agenzia immobiliare ha ricevuto la visita della Polizia. Un tempismo sorprendente, ecco il secondo motivo per cui l’operazione è stata denominata Anunciaciòn: avvertimento.

Pubblicato il 10 agosto 2018

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