Rassicurano i risultati dell'analisi dell'ARPAT in merito all'incendio a Gracciano del 3 luglio

Tutti i valori trovati per i parametri indagati (diossine, IPA e metalli) si collocano al di sotto, anche di diversi ordini di grandezza, di quelli previsti dai limiti normativi

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A seguito dell'incendio divampato il 3 luglio all'interno della proprietà dell'azienda Rugi di Colle di Val d'Elsa, molti cittadini residenti nelle zone limitrofe e nei comuni vicini (in cui erano arrivati fumo nero e cattivo odore), erano preoccupati per le eventuali conseguenze di questo incidente. Oggi, sono arrivati i risultati dell'ARPAT, con informazioni rassicuranti sui livelli di emissioni provocate dall'incendio di inizio luglio.

I risultati delle analisi di laboratorio

Tutti i valori trovati per i parametri indagati (diossine, IPA e metalli) si collocano al di sotto, anche di diversi ordini di grandezza, di quelli previsti dai limiti normativi

Incendio a Gracciano (Colle Val d'Elsa - SI)

In seguito all'incendio del centro rottamazione e recupero materiali “Rugi” in loc. San Marziale Colle Val D’Elsa (SI) del 4 luglio scorso tecnici del Dipartimento ARPAT di Siena, nei giorni immediatamenti seguenti all'incendio prelevarono alcuni campioni di terreno nelle zone individuate come quelle di maggiore ricaduta dei fumi provenienti dall’incendio, sulla base dell'elaborazione dei dati meteo effettuata dal settore Modellistica previsionale dell'Agenzia.

Sulla base dei risultati delle analisi di laboratorio, in data odierna il Dipartimento ARPAT di Siena ha comunicato all'Amministrazione Comunale le proprie valutazioni conclusive sull'evento.

I parametri indagati, individuati generalmente come marker dei fumi di incendio, sono i PCDD (policlorodibenzo diossine) PCDF(policlorodibenzofurani), IPA (idrocarburi policiclici aromatici) ed i metalli già oggetto del piano di monitoraggio e controllo sui rifiuti cui è sottoposta l’azienda Rugi Srl, in virtù dell’Autorizzazione Integrata Ambientale di cui è in possesso.

Dall’analisi dei rapporti di prova  risulta che tutti i valori trovati per i parametri indagati si collocano al di sotto, anche di diversi ordini di grandezza, di quelli previsti dai limiti normativi per i siti ad uso verde pubblico, privato e residenziale, (Dlgs 152/2006, tabella A dell’Allegato 5 alla parte Quarta) ed in particolare non è stata rilevata alcuna differenza significativa tra i valori trovati nei campioni prelevati nella zona di ricaduta e il campione di bianco prelevato all’esterno di tale area.

Pertanto si può affermare che l’evento in oggetto, per quanto indagato, non abbia comportato effetti sui terreni che erano stati individuati come i più probabilmente esposti alle ricadute dei fumi.

Pubblicato il 3 agosto 2018

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