Reazioni ufficiali alla contestazione a Gianni Letta a Siena. Studenti: 'Abbiamo solo reagito alle manganellate'

Non si placano gli umori a diverse ore dalla contestazione verso il sottosegretario Gianni Letta da parte di un nutrito gruppo di studenti e precari dell'Università di Siena durante il premio Frajese. Le reazioni ufficiali non si sono fatte attendere. Cenni: 'Rispetto delle istituzioni a ogni livello'. Martini: 'Confronto aspro ma non violento'. Studenti: 'Nessuna azione premeditata'

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Non si placano gli umori a diverse ore dalla contestazione verso il sottosegretario Gianni Letta da parte di un nutrito gruppo di studenti e precari dell'Università di Siena durante il premio Frajese. Le reazioni ufficiali non si sono fatte attendere.

Il Sindaco di Siena Maurizio Cenni dichiara: "I problemi dell'Università di Siena sono i problemi della città. Nessuno sottovaluta la crisi dell'Ateneo e, soprattutto stiamo cercando di individuare una soluzione. Per questo motivo è necessario il rispetto di ogni istituzione, ad ogni livello". "La crisi in cui versa il nostro ateneo - continua - è indubbiamente un fatto di enorme gravità ed è comprensibile che chi oggi vede messo in discussione il proprio futuro si attivi per far sentire la propria voce. Questo è stato permesso dagli organizzatori del premio consentendo la lettura di un documento del quale ho personalmente apprezzato alcuni passaggi. Quello che invece va assolutamente evitato è che la protesta assuma toni e comportamenti che non favoriscono le soluzioni. Nel corso del mio intervento ho richiamato al rispetto delle istituzioni e degli uomini che le rappresentano". Ed ancora: "Pur comprendendo la situazione esasperante che si è creata negli ultimi tempi e le legittime proteste e prese di posizione di studenti e dipendenti, dobbiamo biasimare il comportamento di coloro i quali hanno contestato violentemente il sottosegretario: non è con l'offesa personale che si risolvono i problemi, economici o politici che siano".

Gli fa eco il Presidente della Regione Toscana, Claudio Martini: "Il confronto può essere vivace e finanche aspro, ma non deve mai degenerare in forme di aggressività e intolleranza". "Le ragioni di critica dell'intero mondo universitario, studenti, ricercatori, docenti, nei confronti delle scelte del governo - prosegue il presidente - sono a mio avviso tanto forti e limpide che davvero non hanno bisogno di ricorrere a simili forme di contestazione. Tant'è che il movimento ha conquistato simpatie nel paese proprio per le sue scelte pacifiche e non violente". "Al sottosegretario Letta - conclude Martini - rivolgo la mia solidarietà e insieme l'invito a favorire nell'esecutivo di cui è autorevole membro una riflessione seria e profonda sulle ragioni dell'esistenza di un così vasto movimento di critica che esprime preoccupazioni sul futuro dell'università e della scuola".

Ma anche i manifestanti rendono ufficiale la loro versione dei fatti e rigettano le accuse che vedevano descrivere la contestazione come violenta. "Non si è trattato di un atto di violenza, scatenato per nostra volontà. Prefetto e questore non sono stati ai patti riguardo la nostra presenza all'interno della sala dove si svolgeva la cerimonia di consegna del premio Frajese. Avevamo concordato una cosa che non è stata fatta". "Domenica siamo stati in delegazione dal prefetto Cazzella concordando una manifestazione pubblica nella sala con l'utilizzo di uno striscione. Gli incidenti sono iniziati quando è caduta una transenna. Abbiamo fatto un passo per raccoglierla. E qui è partita la prima manganellata. Il secondo episodio pochi minuti dopo. Un'altra transenna è caduta questa volta verso di noi e i poliziotti sono venuti avanti. Mentre la stavamo raccogliendo sono arrivate altre manganellate che hanno colpito un paio di noi e anche un vicequestore che ha prima rimproverato i poliziotti e poi li ha spostati in seconda fila mettendo avanti i carabinieri. Secondo noi nessuno ha dato ordini di manganellare ma è stata una iniziativa autonoma". Insomma nessuna azione premeditata per il lancio di uovo e pomodori ma solo una reazione alle "manganellate".

A Siena contestato il sottosegretario Gianni Letta da studenti e precari dell'Università





Servizio TG1




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Pubblicato il 10 dicembre 2008

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Commenti

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    Federico Bertolucci 10/12/2008

    NOTA DI REDAZIONE
    Le virgolette volevano intendere l'insieme delle azioni fatte dalle forze dell'ordine, il mancato rispetto degli accordi presi e il clima generale di tensione che si respirava in Piazza del Duomo. Non vogliono sminuire ma comprendere tutto, non solo le manganellate. Credo che l'accusa di essere "ruffiani" con l’autorità non possa essere rivolta a Valdelsa.net e alla sua redazione. Se legge il titolo dell'articolo credo si possa capire quale aspetto della vicenda sia stato messo in primo piano, e non certo per sminuirlo.

  2. Avatar
    Gianluca 10/12/2008

    Quelle virgolette
    **Insomma nessuna azione premeditata per il lancio di uovo e pomodori ma solo una reazione alle "manganellate".** Cosa c'entrano quelle virgolette? Che forse le manganellate erano soltanto metaforiche? Chissà, sarà meglio chiederlo a chi quelle manganellate le ha prese!! Ma ovviamente tutti (soprattutto i giornalisti) sempre dalla parte delle autorità!

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