Risultati positivi per l'ambulatorio specialistico di urologia all'interno del Carcere di Ranza

Da aprile 2018 (data di attivazione dell’ambulatorio) e nel corso dei successivi 12 mesi sono state erogate 94 visite urologiche interne. Sono state date indicazioni per creare una forma di priorità che permetta di concentrare le visite con maggiore urgenza e di differire i controlli. Essendo l'area sanitaria dotata di un ecografo, durante la visita è possibile effettuare anche una diagnostica di immagine di primo livello che consente di completare il tipo di prestazione fornita

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A oltre un anno dalla sua attivazione presso il carcere di Ranza Ciuciano a San Gimignano, l’ambulatorio specialistico di urologia gestito dall’unità operativa semplice dipartimentale di Urologia dell'ospedale Alta Valdelsa di Poggibonsi, diretta dal dottor Mario Savino, registra un’attività crescente. I dati relativi al numero di prestazioni effettuate evidenziano che nel 2017 sono state richieste / prenotate 81 visite urologiche, ma effettuate in realtà solamente 22. All'inizio del 2018, da gennaio ad aprile, prima dell'apertura dell'ambulatorio, su 7 prenotate ne sono state svolte 3.

Da aprile 2018 (data di attivazione dell’ambulatorio) e nel corso dei successivi 12 mesi sono state erogate 94 visite urologiche interne. Sono state date indicazioni per creare una forma di priorità che permetta di concentrare le visite con maggiore urgenza e di differire i controlli. Essendo l'area sanitaria dotata di un ecografo, durante la visita è possibile effettuare anche una diagnostica di immagine di primo livello che consente di completare il tipo di prestazione fornita. Le patologie di maggior riscontro sono di tipo infiammatorio- infettivo, ma sono state fatte valutazioni inerenti alla disuria da iperplasia prostatica, litiasi renale, alterazioni a livello degli organi genitali esterni. È stato diagnosticato un tumore del testicolo, con successivo accesso in ospedale per il trattamento chirurgico e follow up oncologico costante. Piccoli interventi ambulatoriali (frenulo corto, liberazione delle sinechie balanoprepuziali) sono stati condotti direttamente presso l'ambulatorio in carcere.

«L'ambulatorio urologico all'interno della Casa di reclusione di San Gimignano ha consentito di colmare un fabbisogno nella gestione sanitaria specialistica nei confronti degli ospiti della struttura - ha dichiarato il dottor Mario Savino -, permettendo di fatto di ridurre sensibilmente le tempistiche di attesa per visita, di integrare all'interno delle attività della urologia dipartimentale del territorio senese dell’Ausl Toscana sud est potenziali pazienti che altrimenti avrebbero potuto sfuggire a una corretta valutazione, e anche di ridurre i costi globali in termini sia economici che di dispendio di risorse umane determinati dalle esigenze di sicurezza che di volta in volta dovevano essere attuate per il trasporto in luogo esterno di cura per i singoli detenuti (autorizzazione del magistrato di sorveglianza, preparazione del mezzo blindato, scorta). Ha consentito, inoltre, di implementare il numero di visite e di rilevare patologie potenzialmente pericolose per la popolazione carceraria in generale e per il singolo paziente in particolare».

Uno dei prossimi obiettivi sarà quello di attuare un piano di screening per i detenuti nella fascia di età dei 50 anni per la prevenzione della patologia tumorale prostatica al fine di mantenere attiva la sorveglianza verso questa patologia anche tra la popolazione detenuta.

Pubblicato il 2 agosto 2019

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