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Santa Fina, la vera storia della patrona di San Gimignano

La Cappella, l'Ospedale, la crema, il vicolo, I Cavalieri, le viole. Sono tante le cose che a San Gimignano hanno preso il nome da Santa Fina, patrona della città turrita

 SAN GIMIGNANO
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La Cappella, l'Ospedale, la crema, il vicolo, I Cavalieri, le viole. Sono tante le cose che a San Gimignano hanno preso il nome da Santa Fina, patrona della città turrita. Ma chi era davvero? Fina Ciardi nacque a San Gimignano nel 1238. Fina, possibile diminutivo di Serafina o Iosefina, era figlia di due nobili decaduti, di nome Cambio e Imperiera. Condusse una vita modesta, di totale devozione alla Madonna, ma segnata da enormi sofferenze.

A dieci anni di età, infatti, fu colpita da una gravissima malattia che le impedì qualsiasi movimento. Si dice che scelse, nonostante il dolore, di rinunciare a un comodo giaciglio per restare immobile su una tavola di quercia. Il suo corpo si impiagò al punto da attaccarsi al legno della tavola, diventando cibo per vermi e topi. Come se questo non bastasse, nel corso del tempo Fina dovette sopportare la perdita dei suoi cari, rimanendo assistita solo dalle amorevoli cure della nutrice Beldie.

Furono molti coloro che vistarono la salma nei giorni successivi alla morte, avvenuta il 12 marzo 1253 e preannunciatale in sogno da San Gregorio Magno. La casa della Santa, ora trasformata in cappella, si può visitare ogni 12 marzo.

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Pubblicato il 12 marzo 2022

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