Scritte alla Camera del Lavoro. Ferma condanna del sindaco

Guggiari (Cgil Toscana), “Gesto inqualificabile nella sua inciviltà"

 POGGIBONSI
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Interviene il Sindaco Bussagli

"Un gesto inqualificabile e che offende tutta la nostra comunità e tutti coloro che hanno combattuto il fascismo sacrificando tanto, anche la vita, per costruire la libertà e la democrazia. Pochi giorni fa siamo stati a Sant'Anna di Stazzema a ricordare i 560 morti. Poche settimane prima in piazza 18 luglio a ricordare la fine della dittatura e la nostra città libera. Occasioni, insieme a tante altre, per ricordare le vittime e le responsabilità, per ricordare la Storia e l'importanza di conoscerla come anticorpo più efficace al ripetersi degli eventi" .
 
"Il nostro paese ha conosciuto una dittatura lunga 20 anni. Dolore, paura, distruzione, morte, sopraffazione. Vedere che qualcuno, notte tempo, inneggia a tutto ciò è vergognoso. La nostra condanna è ferma. Agiremo nelle sedi opportune e confidiamo, con l'aiuto delle Forze dell'Ordine, di riuscire ad identificare i responsabili. Solidarietà e vicinanza a tutta la Cgil, da parte della città e di tutta la nostra comunità che si riconosce nei principi di pace, libertà, giustizia sociale, inclusione, antifascismo.  Valori che ci contraddistinguono e che rappresentano quella democrazia che è bene supremo da tutelare".

“Probabilmente approfittando del buio della notte fra sabato e domenica sono state vergate queste scritte odiose* su una delle facciate della Camera del Lavoro di Poggibonsi. Un gesto inqualificabile nella sua inciviltà, ma particolarmente esecrabile nel suo contenuto. Inneggiare al fascismo oltretutto è pratica contraria alla legge e per questo la Camera del Lavoro di Siena bene ha fatto a denunciare l’accaduto alle competenti Autorità perché vengano perseguiti con ogni mezzo i responsabili di questa azione squadrista".

"Non possiamo dimenticare come la storia della Cgil sia profondamente ancorata alla lotta antifascista. I Lavoratori e le Lavoratrici, ben coscienti della barbarie e delle gravissime privazioni personali, familiari e democratiche su cui si costruì e si alimentò il regime fascista, dettero infatti un grande ed insostituibile contributo alla rinascita democratica dell’Italia anche attraverso l’azione del Sindacato".

"La lotta Partigiana, il voto alle donne, la scelta della Repubblica contrapposta alla monarchia, la promulgazione della nostra Carta Costituzionale ed i principi in essa contenuti, del tutto ancora attuali, sono i capisaldi di una nazione moderna che non può tollerare chi inneggia alla sopraffazione dell’uomo sull’uomo. E’ una vergogna, frutto di una profonda mancanza di cultura ed anche perciò dell’incapacità di assumersi a viso aperto le proprie responsabilità, che qualcuno pensi di aiutare le sue contorsioni cerebrali richiamandosi ad un periodo il più drammatico e disastroso per il nostro popolo".

"Di una cosa possano essere certi tuttavia gli autori di questo atto: la CGIL non si farà intimidire e sarà sempre al fianco di coloro che vedono nella partecipazione e nella responsabilità individuale e collettiva le condizioni democratiche di crescita della nostra Nazione. Un atto che ci ha lasciati interdetti e sinceramente preoccupati contro il quale vogliamo esprimere la nostra vicinanza ai Compagni e le Compagne di Siena ed a tutta la Comunità di Poggibonsi a partire dalla sua Istituzione Comunale. Che ognuno nella sventura faccia tesoro di questi eventi. La democrazia non ce l’ha regalata nessuno ma è stata una conquista pagata spesso con il prezzo della vita da parte di tanti di coloro che ci hanno proceduto. Ricordiamocelo e soprattutto facciamolo in un momento in cui fra non molto anche in questa Regione torneremo alle urne”. Lo dichiara Claudio Guggiari segretario Cgil Toscana. 

"L'intervento della CGIL Siena"

"A poco meno di un mese dalle celebrazioni del 76° anniversario della Liberazione dal nazifascismo che si sono svolte in tutta la Val d'Elsa, una parete della nostra Camera del Lavoro di Poggibonsi è stata sfregiata da una scritta con una svastica ed una frase inneggiante al Duce.

Durante il Ventennio, in tutta Italia, la CGIL e i lavoratori ad essa iscritti subirono direttamente lo squadrismo fascista, le sedi del sindacato furono date alle fiamme, i militanti licenziati, picchiati, incarcerati, mandati al confino, assassinati. Occorre guardare a certi episodi con meno leggerezza, coscienti del fatto che la nostra democrazia è il frutto della reazione a quel regime e la Costituzione Italiana lo strumento della sua difesa.

Questo dimostra quanto si debba ostinatamente continuare a non sottovalutare i rigurgiti nazi-fascisti, a pretendere che venga perseguito chi ne esalta gesti o azioni, a chiedere la chiusura dei loro - più o meno palesi – covi, sia fisici che sul web. Il nostro appello è di non rimanere indifferenti, di sensibilizzare tutti, soprattutto i giovani, affinché non si continui a diffondere falsità su quel tragico periodo storico e perché anche un gesto apparentemente insignificante, oltreché vile, venga condannato da una intera comunità".

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Pubblicato il 17 agosto 2020

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