Sonar, lettera aperta di Mosaico e The B-Side all'Amministrazione

«Se attualmente la Casa della Musica con le sue molteplici offerte didattiche/culturali è in piena attività, lo stesso non può dirsi circa la programmazione dell'Auditorium, che tuttavia potrebbe teoricamente riprendere, ma in versione drasticamente ridotta. Ciò, nei fatti significherebbe rinunciare al Sonar inteso come insieme di quei valori e di quel rilievo che sono alla base dell’importanza che questa struttura ha costruito»

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Nei giorni scorsi si è parlato tanto del Sonar, chiuso ormai da due anni. Tutto è nato dalla presentazione del bilancio di previsione 2018-2020 del Comune di Colle di Val d'Elsa, alla quale numerosi cittadini hanno partecipato per chiedere spiegazioni sullo sviluppo dei lavori per riaprire il locale (ne avevamo parlato qui in un lungo articolo). L'Amministrazione ha allora inviato un comunicato stampa, pubblicato nei giorni scorsi, in cui chiarisce la propria posizione e al quale rispondono con una lettera aperta congiunta le associazioni Mosaico e The B-Side.

L'intento apertamente dichiarato con cui è stata redatta dai due presidenti Claudio Niccolini e Michele Petricci è quello di "dialogo e collaborazione, affinché il Sonar - Casa della Musica possa godere ora e in futuro, a prescindere da chi si troverà a curarne la gestione, della vitalità che fino ad oggi l’hanno caratterizzata".

La riportiamo di seguito:

«Fin dalla nascita, l’Associazione Mosaico quale responsabile della gestione del Sonar, ha portato avanti con grande impegno e soddisfazione le attività culturali che nel tempo hanno creato il buon nome e il successo di quei luoghi. Questo è avvenuto trovando in The B-Side un prezioso collaboratore, nella gestione e organizzazione dell’attività concertistica, dando lustro e risalto alla struttura grazie ad una programmazione di grande rilievo e valore culturale.

Grazie a questa proficua collaborazione la Casa della Musica ha raggiunto negli anni livelli di assoluta eccellenza e importanza per le comunità locali, tanto da far assumere oggi alla "questione Sonar" il rilievo e l’interesse che si percepisce vividamente.

Ed è proprio la nostra storia e l’interesse trasversale che questa ha generato la base della discussione che oggi ci troviamo ad affrontare. Interesse che ha portato un numero consistente di persone a chiedere risposte semplici, senza strumentalizzazioni, riguardanti i programmi e i tempi degli investimenti in progetto di realizzazione. Tali risposte, dopo un’iniziale genericità, sono state esplicitate, con l’elencazione di tutti gli interventi che saranno eseguiti nel corrente mese di febbraio. Le minime necessità sono l’installazione di barriere acustiche, il posizionamento delle strutture esterne (tensostruttura e container bar), le lavorazioni in corrispondenza alla regia dell’auditorium e gli adeguamenti impiantistici opportuni, il tutto finalizzato al contenimento del rumore ed all’aumento di capienza.

Ciò detto, sul tema della riapertura delle attività all’interno dell’auditorium, quanto afferma l'Amministrazione comunale è vero, almeno da un punto di vista prettamente formale. Se attualmente, la Casa della Musica con le sue molteplici offerte didattiche/culturali è in piena attività, lo stesso non può dirsi circa la programmazione dell'Auditorium, che tuttavia potrebbe teoricamente riprendere, ma in versione drasticamente ridotta.

Ciò, nei fatti significherebbe rinunciare al “Sonar” inteso come insieme di quei valori e di quel rilievo che prima citavamo e che sono alla base dell’importanza che questa struttura ha costruito, grazie ai propri soci, amici e frequentatori, in anni e anni di attività e impegno sociale e culturale.

Siamo certi che un tale ridimensionamento non sia interesse di nessuno. Tantomeno vogliamo sperare lo sia per l’Amministrazione, la quale fin dal suo insediamento, proprio per questo motivo, ha dichiarato a più riprese la propria volontà di intervenire con gli investimenti su cuoi oggi si basa il confronto. Nella speranza che ogni aspetto trovi presto risoluzione, concludiamo rinnovando la più ampia disponibilità nel portare avanti il progetto sociale e culturale che ci ha visti impegnati negli anni con immutata passione e dedizione».

Pubblicato il 14 febbraio 2018

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