Sport, polemica sui Leoni. La Virtus Poggibonsi: «Non siamo neanche stati invitati»

«Il negato riconoscimento della vittoria di un campionato, massimo obiettivo per una squadra e per una società sportiva e di due Coppe Disciplina, ha umiliato e deluso i nostri atleti, le loro famiglie e i nostri dirigenti - si legge nella lettera -. Un’Amministrazione Comunale dovrebbe essere aperta a 360 gradi a tutta la cittadinanza, in particolare ai giovani che conseguono brillanti risultati (in questo caso, sportivi), i quali sono stati educati a riconoscere i meriti di chi emerge con impegno e volontà indipendentemente dalla provenienza»

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«È con amarezza e delusione che i consigli direttivi dell’Us Virtus Pallavolo Asd, della Biancazzurra Asd, dell’Us Virtus Asd, dell’Us Birtus Calcetto a 5 e a 7 hanno preso atto della mancanza dell’invito alla cerimonia, organizzata da codesta Amministrazione Comunale, per la consegna dei Leoni d’Oro e d’Argento 2019».

Comincia così la lettera firmata congiuntamente da Mario Parisi (presidente Virtus Pallavolo), Pietro Burresi (presidente Us Virtus), Luca Cerone (presidente Virtus Biancoazzurra) e Franco Grassini (presidente Virtus Calcetto), indirizzata all'Amministrazione di Poggibonsi, dopo il mancato invito alla 25esima edizione dell'evento che si è tenuto sabato 22 giugno.

«La cerimonia è un’occasione importante per il mondo dello Sport, che l’Amministrazione comunale concede agli atleti, ai dirigenti e alle società sportive, che si sono distinte durante l’anno sportivo 2018/2019 - si legge ancora nella lettera -. Il mancato invito, a nostro avviso, sta a significare voluta indifferenza (disconoscimento) degli atleti, dei dirigenti e della società Virtus. Unanimemente il Consiglio direttivo sottolinea la gravità del comportamento, particolarmente offensivo per un sodalizio sportivo che ha sede e opera a Poggibonsi da oltre 60 anni».

Nell'occasione, i dirigenti rimarcano la propria storia e il proprio ruolo all'interno della comunità. «La Virtus è nata nella Parrocchia di Santa Maria Assunta della nostra città nel 1958 e tuttora ha sede in un terreno di proprietà di tale Parrocchia. Attualmente circa 350/400 famiglie fanno l’onore di affidarci i loro figli. I nostri atleti si cimentano nella disciplina della pallavolo maschile e femminile (la prima società sportiva locale femminile, anticipando l’emancipazione della donna), nella disciplina del calcio (scuola calcio, juniores, terza categoria) con altra società del calcetto a 5 e a 7. Dalla sua fondazione a oggi, oltre 16 mila giovani hanno militato nel nostro sodalizio, il quale si è sempre distinto per rappresentare al meglio i valori dello sport quali il rispetto delle regole, la solidarietà, l’amicizia, l’etica della responsabilità, lo spirito di sacrificio».

«Quest’anno la Virtus Pallavolo ha vinto il Campionato di Seconda Divisione, ottenendo la promozione; la Biancoazzurra (calcio) ha vinto due Coppe Disciplina. La Virtus opera - continua -, ricercando la vittoria sul campo, nel rispetto delle regole, ma soprattutto cercando di formare un cittadino responsabile. Collaterale all’attività sportiva, per una crescita più robusta, tonificante e responsabile dell’atleta, organizziamo attività sociali quali concerti, in collaborazione con l’Accademia Chigiana di Siena, la Marcia della Pace, i campi estivi, incontri con specialisti del disagio giovanile, conversazioni sui diversi aspetti dello sport, sulla prevenzione come progetto di vita, sull’economia, sul lavoro e l’elenco potrebbe continuare a lungo. Tutte le iniziative sono organizzate in collaborazione con altre associazioni. Tutti i soci e i dirigenti offrono la propria opera volontariamente.

«Il negato riconoscimento della vittoria di un campionato, massimo obiettivo per una squadra e per una società sportiva e di due Coppe Disciplina, ha umiliato e deluso i nostri atleti, le loro famiglie e i nostri dirigenti - conclude la lettera -. Un’Amministrazione Comunale dovrebbe essere aperta a 360 gradi a tutta la cittadinanza, in particolare ai giovani che conseguono brillanti risultati (in questo caso, sportivi), i quali sono stati educati a riconoscere i meriti di chi emerge con impegno e volontà indipendentemente dalla provenienza».

Pubblicato il 8 luglio 2019

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