Storia di Mercantia: qualità come parola d'ordine e numeri da record

Il 1999 fu l'anno della svolta per Mercantia. Il decennale rappresentò il momento di massimo splendore della festa. Con un'edizione ''non stop'' di ben 9 giorni e 276 compagnie ospitate la manifestazione raggiunse il suo apice

 MERCANTIA
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Nell’universo del Teatro di Strada Mercantia era una delle stelle più luminose, che si accendeva una volta all’anno, risplendendo tra le antiche mura di Certaldo alto.

Fu quindi necessario un cambio radicale di prospettiva. Le 276 compagnie ospitate per il decennale rappresentavano un momento difficilmente replicabile. Dall’undicesima edizione la direzione artistica decise di sfruttare la grande popolarità raggiunta da Mercantia. Il numero di spettacoli subì un netto ridimensionamento. Da quell’anno gli artisti diminuirono sensibilmente e le compagnie teatrali arrivarono a essere circa 80.

Al calare del numero degli ospiti corrispose un naturale aumento della cifra qualitativa della manifestazione. La parola d’ordine divenne infatti “qualità”. La decisione di rinunciare a un grande numero di artisti e compagnie teatrali si rivelò ben presto vincente. La cura dei dettagli e una maggiore ricerca di contenuti rafforzarono ulteriormente l’offerta di intrattenimento proposta. La manifestazione non aveva più bisogno di investire sulla promozione, grazie al successo raggiunto e ormai consolidato. Tutto ciò permise alla direzione artistica di organizzare delle fasi di selezione per le compagnie teatrali. Il fatto che fossero gli artisti stessi a proporsi non fece altro che incentivare ancora di più l’aspetto qualitativo. Mercantia divenne la vetrina nazionale della migliore qualità del Teatro di Strada.

Durante questa fase storica della manifestazione venne introdotta una novità che al giorno d’oggi è un fatto assodato, ma all’epoca non lo era: il biglietto. Originariamente il biglietto fu il mezzo con cui si tentò di arginare l’eccessivo flusso di persone che si accalcava all’interno del borgo. In una serata il pubblico poteva arrivare anche a 12-13 mila persone. Non era raro impiegare 25 minuti per percorrere il tragitto che va da piazza Santissima Annunziata a Palazzo Pretorio. Il fatto che il sabato sera il biglietto fosse più caro, seguiva proprio questa logica, in quanto il sabato era il giorno dove si registrava un flusso ancora più importante del solito.

I benefici che Mercantia portava ogni anno a Certaldo erano strabilianti. In quella settimana di luglio ristoranti e alberghi registravano quotidianamente il tutto esaurito. Alcuni esercizi commerciali grazie a Mercantia vedevano impennare il proprio fatturato, vivendo di rendita per tutto l’anno. Televisioni giapponesi, riviste statunitensi e internazionali si precipitavano nel borgo che diede i natali a Boccaccio per raccontare quella che non era una semplice manifestazione, ma l’espressione di un’intera comunità.

L’ex sindaco di Certaldo, Andrea Campinoti, racconta di quando a Bruxelles, parlando della sua città si sentì rispondere “Mercantia” prima di “Boccaccio”. Ma il beneficio più importante che manifestazione ha concesso a Certaldo, fu l’identificazione generale, il senso di collettività e comunità che avvicinava i cittadini gli uni agli altri. Un senso di appartenenza unico, che ravvivava un borgo generalmente flemmatico.

Lorenzo Castelli

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Pubblicato il 15 maggio 2021

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