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Tagli 118 nel Chianti: sindaci e associazioni uniti contro la riduzione del servizio

Le amministrazioni comunali costituiscono un osservatorio permanente, con il coinvolgimento delle associazioni, per monitorare il servizio

 CHIANTI FIORENTINO
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La scelta di razionalizzare il servizio di emergenza, riducendo la presenza del medico a bordo dell'ambulanza del 118, non è in alcun modo condivisa né dai sindaci chiantigiani né dalle associazioni che localmente operano nel settore sanitario nei territori di Greve in Chianti, San Casciano in Val di Pesa e Barberino Tavarnelle. È emersa una linea unitaria, comune e condivisa dalle amministrazioni comunali e dalle associazioni AVG, Anpas e Misericordia di San Casciano e Barberino Tavarnelle che, a seguito dell'incontro che si è tenuto nella sala consiliare di Greve in Chianti, hanno ribadito il loro aperto e netto dissenso in merito al taglio del servizio imposto dalle autorità sanitarie per il territorio chiantigiano.

“Quello stabilito dalla ASL - dichiarano congiuntamente - è un modello di riorganizzazione sanitaria per l'attività di emergenza sull'ambulanza che continuiamo a non accettare e a ritenere assolutamente incongruo rispetto alle esigenze e alle caratteristiche di un territorio fragile come il nostro, esteso su una superficie di 500 chilometri quadrati e molto distante dai presidi ospedalieri”. Secondo quanto comunicato dalla ASL, la razionalizzazione del servizio, derivata da una pluralità di motivi, tra cui in via prioritaria la carenza di medici nel periodo estivo, prevede per il Chianti la riduzione di un servizio importante. Attualmente il servizio è distribuito omogeneamente sul territorio in modo da garantire la presenza di tre medici di emergenza per il 118. “Prendiamo atto di questa riorganizzazione - continuano - che in ogni caso si prospetta anche solo temporaneamente come una soluzione peggiorativa e inadeguata ai bisogni del nostro territorio, già abbondantemente penalizzato dal punto di vista dei servizi sanitari e nello specifico delle attività di diagnostica”.

“E’ un sistema di emergenza ridimensionato - proseguono - che nel nostro caso non può funzionare a fronte peraltro di una richiesta crescente che solo lo scorso anno ha fatto registrare 3.000 interventi per il punto di primo soccorso, servizio fondamentale che evita di congestionare l’attività del pronto soccorso ospedaliero e risponde alle necessità della comunità e del flusso turistico che fa sentire il suo peso specifico soprattutto nel periodo estivo”. I sindaci, decisi a far sentire la loro voce, chiedono che le specificità del Chianti siano tenute ben in considerazione dalle autorità sanitarie e, con il coinvolgimento delle associazioni, avviano nel territorio un osservatorio permanente sui servizi sanitari dell’area chiantigiana.

Dall’incontro grevigiano amministratori comunali e associazioni sono usciti con la ferma volontà di continuare a lavorare per monitorare il servizio. “Dopo gli incontri e il confronto, anche duro, che si è tenuto nelle ultime settimane non solo ribadiamo la nostra posizione contraria - aggiungono - ma lavoreremo per costituire un osservatorio sui servizi sanitari del territorio che sarà convocato periodicamente dalle amministrazioni comunali con l'obiettivo di verificare l'andamento e gli effetti del nuovo percorso di razionalizzazione deciso dalla ASL”.

L’incontro è stato presenziato dal sindaco di Greve in Chianti Paolo Sottani, dall’assessore alle Politiche sociali di Greve Ilary Scarpelli, il sindaco di San Casciano in Val di Pesa Roberto Ciappi, il sindaco di Barberino Tavarnelle David Baroncelli, il presidente della Avg Paolo Stecchi, i governatori della Misericordia di San Casciano in Val di Pesa e Barberino Tavarnelle Marco Poli e Paolo Naldini, Franco Casalsoli, vicepresidente Avg, Claudio Massaglia Anpas regionale, Patrizio Ugolini Anpas provinciale, Giovanna Cappelli segreteria di zona fiorentina Anpas.

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Pubblicato il 21 maggio 2022

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