Treno della memoria, dalla Val d'Elsa le scuole sono pronte a ripartire

Il decimo treno della memoria toscano - la Regione lo ha tenuto a battesimo nel 2002– sarà dedicato quest'anno a Primo Levi. Iniziativa realizzata in collaborazione con il Museo della deportazione di Prato, sotto l'Alto Patronato del presidente della Repubblica. L'edizione 2017 è stata presentata oggi dalla vicepresidnete Monica Barni, l'assessore all'istruzione Cristina Grieco e da Ugo Caffaz, animatore da sempre del treno della memoria

Commenti 0
  • Condividi questo articolo:
  • c
  • d
  • j

Il decimo treno della memoria toscano - la Regione lo ha tenuto a battesimo nel 2002– sarà dedicato quest'anno a Primo Levi. Iniziativa realizzata in collaborazione con il Museo della deportazione di Prato, sotto l'Alto Patronato del presidente della Repubblica. L'edizione 2017 è stata presentata oggi dalla vicepresidnete Monica Barni, l'assessore all'istruzione Cristina Grieco e da Ugo Caffaz, animatore da sempre del treno della memoria.

«E' sembrato doveroso, nel trentesimo anno della scomparsa, dedicare il treno di quest'anno alla memoria di Primo Levi - ha commentato Monica Barni - Questo viaggio è un percorso di conoscenza e di consapevolezza e un percorso di riflessione sulla memoria che la Regione Toscana sta portando avanti da vari anni. Un percorso che non è limitato al viaggio verso Auschwitz ma che è completato da un attività di formazione sui docenti e degli studenti. Tutto questo si inserisce nel tema della memoria e del rispetto della diversità, una politica pubblica che mira alla costruzione dei diritti di cittadinanza».

Settemila almeno sono i ragazzi saliti sul treno della memoria toscano per Auschwitz a partire dal 2002, compresi i 501 provenienti da 59 istituti superiori secondari, 60 insegnanti e 60 studenti universitari dei tre atenei di Firenze, Pisa e Siena che saliranno sul decimo pronto a partire.

Tutte e dieci le province toscane sono rappresentate tra le scuole. La Regione ha garantito otto posti ogni insegnante che accompagna i ragazzi e che ha partecipato alla Summer School di agosto, dove si è iniziato a preparare il lavoro di approfondimento da condurre in classe. Qualche scuola si è però organizzata a sua volta, attraverso sponsor o chiedendo un contributo, per pagarsi di tasca propria qualche posto in più da destinare ad altrettanti studenti. Così alla fine si sono aggiunti una dozzina di ragazzi. Tra questi ci sono anche i giovani dell'Istituto F. Enriques di Castelfiorentino, dell'Istituto Pontormo e del Liceo delle Scienze Umane Pontormo di Empoli. Nel 2015 abbiamo raccontato in un articolo le impressioni dei ragazzi del Liceo A. Volta di Colle di Val d'Elsa.

Lunedì 23 gennaio 2017

Il treno della memoria ripartirà lunedì 23 gennaio, il decimo appunto da quando nel 2002 la Regione Toscana, allora pioniera e poi seguita da altri, decise di portare in Polonia gli studenti delle scuole superiori e poi anche dell'Università: per non dimenticare e per capire, per ascoltare dai sopravvissuti e per vedere di persona gli orrori di quello che è stato lo sterminio nazista. Degli ebrei, ma non solo degli ebrei. Un viaggio mai improvvisato, preceduto da un lavoro nelle scuole e con gli insegnanti che inizia ad agosto, con una summer school. Un viaggio-studio dedicato ai giovani, nel contesto anche dell'ampio e diversificato ventaglio di politiche regionali raccolte nel progetto Giovanisì.

Dal 2002 fino al 2005 il treno toscano della memoria è partito tutti gli anni, per quattro volte. Un anno, nel 2005, addirittura due sono stati i convogli. Poi, dal 2006, la partenza è stata ad anni alterni: il treno nei dispari, altre iniziative con i ragazzi (diecimila studenti di tutta la Toscana al Mandela Forum di Firenze) nei pari.

Il fischio del capotreno sarà a mezzogiorno del 23 gennaio, dalla stazione fiorentina di Santa Maria Novella. Sopra ci saranno 501 studenti (e 60 insegnanti) da 59 diverse scuole superiori di tutte e dieci le province della Toscana. Parteciperanno anche 60 studenti universitari dei tre atenei di Firenze, Pisa e Siena (compresa l'università per stranieri), oltre a diversi rappresentanti istituzionali e di associazioni. In tutto, compreso il personale di supporto, 750 persone. Il rientro a Firenze è previsto per il 27 gennaio, giorno della memoria e della liberazione del campo di Auschwitz da parte dell'esercito russo dell'Armata Rossa.

Sul treno saranno presenti le seguenti comunità e associazioni: Comunità ebraica di Firenze e Pisa; Associazione Azione Gay e Lesbica; Comunità Rom e Sinti di Firenze e di Prato; Associazione Nazionale ex Deportati (ANED) sezioni di Firenze, Prato, Pisa, Empoli; Associazione Nazionale ex Internati (ANEI); Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (ANPI). Il Treno della Memoria è organizzato in collaborazione con la Fondazione Museo della deportazione di Prato e hanno collaborato alla realizzazione delle varie fasi del Treno l'Ufficio scolastico Regionale per la selezione di docenti delle scuole superiori e l'Agenzia per il Diritto allo studio universitario per la selezione degli studenti universitari. L'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie ha collaborato presentando la propria offerta didattica rivolta alle scuole du rante la formazione per i docenti toscani svolta alla Summer School 2016 in preparazione dell'evento. La stessa Agenzia offrirà a tutti i partecipanti al Treno della Memoria 2017, il testo di Frediano Sessi e Carlo Saletti, Auschwitz, Marsilio, Venezia, 2016, una edizione aggiornata della guida per la visita al campo e al memorial, appositamente pensata per gli studenti. LUNEDI' 23 GENNAIO 2017

L'accoglienza dei ragazzi partirà alle otto della mattina: l'appuntamento è lungo il binario 16, nella zona delle palme, della stazione di Santa Maria Novella a Firenze. Alle 11.15 è previsto il saluto del presidente della Toscana, Enrico Rossi. Poi, attorno alle 12, il treno partirà alla volta della Polonia. Dalle 14.30 fino a prima di cena studenti e docenti incontreranno esperti e rappresentanti della Comunità ebraica e di Aned, l'associazione degli ex deportati, di Anei (ex internati), di Anpi (partigiani) e delle associazioni Rom e Sinti e Azione Gay e Lesbica per ripercorrere le tappe della Shoah e conoscere le vicende di persecuzione e deportazione che colpirono "oppositori politici", "zingari", internati militari italiani e omosessuali. Sarà l'occasione anche per approfondire i fatti legat i alla lotta di liberazione nazionale. I laboratori in treno, cinque all'andata e cinque al ritorno, quarantacinque la durata di ciascuno e un'ottantina di studenti prenotati per ogni appuntamenti, sono stati tenuti a a battesimo nell'ultima edizione del treno, nel 2015, ed anche stavolta riproposti.
Ogni incontro si svolgerà nel vagone ristorante, svuotato di sedie e tavoli. Ogni studente parteciperà ad un solo gruppo.
Sul treno all'andata ci saranno con i ragazzi, come testimoni dell'Olocausto, le sorelle Andra e Tatiana Bucci, le gemelline scampate a Birkenau e al dottor Mengel, affezionate al viaggio della memoria toscano, e Gilberto Salomoni, deportato a Buchenwald a sedici anni, nuovo all'iniziativa della Regione.

Martedì 24 gennaio 2017

Attorno alle 7.30 il treno arriverà alla stazione di Oświęcim, più nota come Auschwitz. Il gruppo si trasferirà subito, con più pullman, al campo di concentramento di Birkenau per la visita guidata
A fine mattinata corteo verso il Monumento internazionale alle vittime del nazifascismo dove ogni ragazzo pronuncerà al microfono il nome di giovani deportati ad Auschwitz, deceduti e raramente sopravvissuti, prevalentemente ebrei, ma anche deportati politici e "zingari", molti nati o arrestati nelle province delle diverse scuola partecipanti. Ciascun studente e membro della delegazione ha 'custodito' quel nome per tutto il viaggio. Segue la cerimonia ufficiale con l'intervento del presidente della Toscana Enrico Rossi e poi le preghiere.
Nel pomeriggio al cinema Kijow a Cracovia protagoniste saranno le voci dei testimoni. I ragazzi incontreranno infatti Andra e Tatiana Bucci, bambine sopravvissute al lager, la giovane staffetta partigiana Marcello Martini, il reduce da Buchenwald Gilberto Salmoni e Vera Michelin Salomon, antifascista arrestata a Roma e poi incarcerata in una prigione nazista in Germania. In video saranno proposte la testimonianza di Antonio Ceseri, fiorentino internato militare nel campo di Treuenbrietzen e sopravvissuto alla strage che si consumò, la storia del sinto tedesco deportato ad Auschwitz Hugo Hollenreiner e di Heinz F., internato a Dachau e Buchenwald con l'accusa di omosessualità. Coordinano l'incontro Luca bravi e Giovanni Gozzini.

Mercoledì 25 gennaio 2017

La mattina è prevista la visita del campo di Auschwitz I, che inizierà con un corteo dall'ingresso fino al Muro della morte, dove si svolgerà una cerimonia a cui interverranno la vice presidente della Toscana Monica Barni, l'assessore all'istruzione Cristina Grieco, il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani e Bernard Dika, presidente del Parlamento degli studenti della Toscana.
Al pomeriggio al Cinema Kijow di Cracovia i ragazzi torneranno a confrontarsi con i testimoni e porranno loro domande. Prima sarà proiettata la testimonianza video di Shlomo Venezia, sopravvissuto dopo esser stato parte del Sonderdkommando, ovvero i prigionieri impiegati nella gestione delle camere a gas e dei forni crematori di Auschwitz e Birkenau. Venezia, ebreo, scomparso nel 2012, è l'unico italiano sopravvissuto al Sonderkommando. I membri di queste squadre venivano infatti regolarmente eliminati. Ma nel suo caso arrivò prima la liberazione del campo.
A seguire lo spazio del cinema sarà riempito di parole e musica, con un'introduzione di Ugo Caffaz, anima e cuore del treno della memoria toscana: a partire dal menu di una cena pasquale il fiorentino Enrico Fink, considerato tra i principali interpreti della tradizione ebraica italiana, proporrà assieme ad un ensemble di musicisti di assoluta eccezione un percorso attraverso le musiche, le immagini e i sapori della Ferrara ebraica di prima della guerra, quel mondo reso noto attraverso gli scritti di Giorgio Bassani. Il bisnonno di Enrico Fink arrivò nei primi anni del '900 in Italia dalla Russia, in fuga dai pogrom zaristi: un uomo che ha percorso la distanza fra due mondi ebraici diversissimi fra loro, quello dell'ebraismo hassidico della sua shtetl di origine, e quello della assimilata comunità ferrarese, dove diventa cantore durante i riti, prima di finire cancellato dalla furia nazifascista con gran parte della sua famiglia. Con &q uot;Gli scacchi di Pesach" Enrico Fink ritorna indietro nel tempo.

Giovedì 25 gennaio 2017

La mattina è prevista la visita alla città e al ghetto di Cracovia. Prima della partenza l'ultima cerimonia alla stazione, con riflessioni di studenti e insegnanti dopo tre giorni. Il treno riparte e a bordo, dalle 18 e anche la mattina seguente, proseguiranno gli incontri dedicati alla storia e ai racconti, come all'andata..
Sul treno, nel viaggio verso l'Italia, ci saranno ancora le sorelle Bucci.

Venerdì 26 gennaio 2017

Attorno alle 16 è previsto l'arrivo del treno alla stazione di Santa Maria Novella a Firenze.

Pubblicato il 19 gennaio 2017

  • Condividi questo articolo:
  • c
  • d
  • j

Lascia un commento

Ho preso visione dell'informativa privacy
  * Acconsento

In relazione al trattamento dei miei dati personali, relativamente alle finalità di Marketing diretto mediante invio di materiale informativo e/o pubblicitario mediante email o newsletter, strumenti di messaggistica o telefono
  Acconsento

Torna su