Truffe telefoniche: attenzione ai falsi messaggi bancari e postali

Si registrano, purtroppo, casi di truffe telefoniche attuate col sistema dei falsi messaggi ritenuti, dagli utenti, riconducibili ai propri gestori bancari e postali

 SIENA
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La Questura di Siena, nel registrare una certa frequenza nelle denunce riconducibili a tale odioso e truffaldino sistema, intende richiamare l’attenzione dei cittadini affinché prestino particolare cautela e diffidino di inusuali messaggi ricevuti sul proprio telefono da asseriti gestori di servizi bancari e postali.

Truffe telefoniche: attenzione ai falsi SMS

Succede, infatti, che pervenga un messaggio di testo, solitamente tramite sms, nel quale un sedicente servizio postale o bancario segnala accessi anomali sulla propria carta di credito o bancomat e richieda, anche tramite contatto telefonico, la comunicazione di alcuni parametri personali e confidenziali per risolvere l’anomalia. Il tutto, naturalmente, alla base di un collaudato sistema truffaldino messo in atto da soggetti che, dopo essere entrati in possesso della numerazione della carta e del numero di telefono del malcapitato attraverso le molteplici possibilità che purtroppo la rete internet rende anche possibile, inviano un sms riportante come mittente il proprio gestore postale o bancario.

Le raccomandazioni della Polizia

Tale attività è, purtroppo, resa possibile da appositi servizi disponibili online che permettono proprio di poter inviare sms e telefonate riportanti, per carpire la fiducia degli ignari utenti, l’intestazione e la numerazione telefonica del proprio gestore bancario o postale. Dopo aver acquisito, con la citata modalità truffaldina, i codici di transazione, ai malcapitati vengono sottratte somme di denaro dalle proprie carte di credito/debito bancarie o postali. La Questura di Siena raccomanda, pertanto, la massima attenzione in caso di ricezione di messaggi come quelli suindicati e, in caso di dubbi sulla loro autenticità, di adottare le necessarie cautele e di contattare, per la necessaria verifica, il proprio gestore e le forze dell’ordine.

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Pubblicato il 18 novembre 2020

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