Un graffito contro il razzismo: la nuova opera di Sebastiano Pelli

«Il mio obiettivo è quello di far arrivare un messaggio a tutti - ha dichiarato Pelli - non solo in risposta a quello che è successo qualche giorno fa, perché non intendo alimentare una faccenda che magari tra qualche giorno si sarà esaurita da sola. La mia intenzione è quella di lanciare un appello generale contro tutte le forme di razzismo che purtroppo affliggono la società. Il murales non è infatti riferito soltanto alla comunità islamica, quella minacciata dal sedicente gruppo di estrema destra, ma è rivolto a tutte le comunità che vivono nella nostra città»

 COLLE DI VAL D'ELSA
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Dopo la notizia del ritrovamento e del sequestro da parte della polizia di oltre cento armi che si trovavano in possesso di un gruppo di estrema destra, all’intera provincia di Siena serviva un segnale di distensione e di pace. Quel segnale è apparso ieri sul muro della Casa del Popolo di Colle di Val D’Elsa. Si tratta di un murales raffigurante un uomo che, dalla postura e dalla posizione delle braccia, sembrerebbe puntare un’arma verso una bambina impaurita, ma in realtà le sta regalando un mazzo di fiori e l’espressione sul volto della piccola non è di terrore ma di gioia e stupore. Sul biglietto attaccato al mazzo di fiori si può leggere la scritta «protect your future, say no to racism». Un concetto rimarcato sotto il graffito, dove campeggia l’hashtag #saynotoracism.

L’autore dell’opera è Sebastiano Pelli, artista classe ’88 nato a Volterra ma residente a Colle, autore del martello alla rotatoria di San Marziale e vincitore, proprio quest’anno, di un premio nella sezione Street Art del concorso «Artefici Del Nostro Tempo» patrocinato dalla Biennale di Venezia. «Il mio obiettivo è quello di far arrivare un messaggio a tutti – ha dichiarato Pelli - non solo in risposta a quello che è successo qualche giorno fa, perché non intendo alimentare una faccenda che magari tra qualche giorno si sarà esaurita da sola. La mia intenzione è quella di lanciare un appello generale contro tutte le forme di razzismo che purtroppo affliggono la società. Il murales non è infatti riferito soltanto alla comunità islamica, quella minacciata dal sedicente gruppo di estrema destra, ma è rivolto a tutte le comunità che vivono nella nostra città». Pelli è convinto che quanto successo non abbia nulla a che vedere con lo spirito dei colligiani. 

«Colle non è un paese razzista - ha affermato orgoglioso l’artista -. Quando ero piccolo sono arrivate in città molte persone provenienti dalla Campania e si sono integrate a meraviglia, la stessa cosa è successa a coloro che sono arrivati dall’Albania e in seguito a tutti gli emigrati dall’Africa e dal Nordafrica. Colle è un centro multiculturale, per cui non può essere una città razzista». L’autore, attraverso il graffito, intende inoltre combattere quello che a suo avviso può diventare un pericolo per Colle di Val D’Elsa: «Il mio messaggio contro il razzismo cerca soprattutto di evitare che si crei una forma di disgregazione sociale, in quanto l’aggregazione sta alla base di ogni comunità». Nell’opera è forte il richiamo al celebre artista Banksy, autore di numerosi graffiti simili che allo stesso modo cercano di diffondere sentimenti di pace e solidarietà. «Un graffito è un semplice mezzo di comunicazione, ma è molto efficace perché può arrivare a tutti, l’arte di strada è di tutti».

L’opera ha riscosso un notevole successo sui social, segno che il messaggio lanciato è stato accolto positivamente dagli abitanti di Colle. La speranza è che, passato lo shock dei giorni scorsi, si possa tornare a respirare un clima di maggiore serenità e che possa essere ribadito il rispetto nei confronti di tutte le comunità che animano Colle. Sicuramente il graffito di Pelli è stato un ottimo passo in questa direzione.

Vincenzo R. Battaglia

Foto da Facebook

Pubblicato il 15 novembre 2019

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