Valdelsani lontani da casa durante la pandemia: il racconto di Donato, studente di medicina

Il colligiano Donato Arcese, che si trova in Erasmus ad Heidelberg per studiare medicina, ci racconta come sta vivendo questo periodo in Germania

 DONATO ARCESE
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La Valdelsa in Europa. Un viaggio tra l’Inghilterra, i Paesi Bassi e la Germania per ascoltare le storie di tre valdelsani che si trovano all’estero, per lavoro e studio. Per capire come vivono la situazione di emergenza sanitaria lontani da casa. Anche se per alcuni di loro quei luoghi stanno diventando effettivamente la loro nuova casa.

Seconda puntata per i valdelsani lontani da casa durante la pandemia. Donato Arcese, classe 1996, in questo momento si trova ad Heidelberg, una bella cittadina nella Germania Centrale. È al quinto anno di medicina e si trova lì per un Erasmus in un'università molto rinomata, programma che gli consente di svolgere un tirocinio in un ospedale, che è un centro di riferimento europeo.

Donato, come hai vissuto la tua esperienza durante i momenti più critici della pandemia?

«Mi sono concentrato soprattutto sullo studio. Il fine settimana, tra coprifuoco e pub chiusi, passavamo le serate in compagnia di altri studenti - ndr non italiani - ad insegnargli come cucinare la pizza. Le giornate si assomigliano molto, tra studio e passeggiate, ma non mancano i momenti per rid ere e godere del tempo. Le ultime settimane di coprifuoco si sono sovrapposte con l’inizio del tirocinio e questo ha smorzato la monotonia, dandomi anche la possibilità di praticare la lingua tedesca. Prima delle restrizioni lavoravo in un pub e questo mi faceva fare molti progressi dal punto di vista linguistico».

In questo momento com’è la situazione?

«Adesso la situazione è migliorata, il coprifuoco non c’è più, le giornate si sono allungate ed è possibile uscire per fare sport al parco o stare con gli amici. Il tirocinio è impegnativo, sono in ospedale tutti i giorni dalle 8 alle 17, ma imparo molto, sia dal punto di vista professionale che linguistico. Le biblioteche sono di nuovo aperte e sono tutte strutture moderne, con grandi spazi e sale ricreative, è quello che ci vuole per incoraggiarti a non chiudere i libri nonostante la stanchezza. Nel fine settimana visito le città vicine ad Heidelberg con altri studenti Erasmus, qui non ci sono restrizioni per spostarsi da una regione all’altra. I ristoranti ed i bar sono ancora chiusi, ma si possono visitare chiese e musei».

Hai mai sentito la nostalgia di casa in questo periodo?

«Mi sono abituato velocemente alla nuova vita in Germania, ma la nostalgia di casa rimane sempre. Penso alla mia famiglia, alla mia vita a Colle, ma anche a quella a Firenze. Di Colle mi manca la bellezza del nostro borgo, prendere un caffè al Sapia la domenica dopo pranzo, l’aperitivo con gli amici o semplicemente la tranquillità di casa con mamma, babbo e mia sorella. Durante il primo lockdown ero a Colle, cucinavamo in famiglia e guardavamo dei film. Ormai la fine dell’Erasmus si avvicina e penso sempre meno a Colle ed a Firenze, forse perché sapere che non rivedrò questo posto per molto tempo mi spinge a godere i momenti che mi restano ad Heidelberg».

Come procede la vaccinazione in Germania? Tu sarai vaccinato?

«In Italia avrei dovuto ricevere il vaccino già i primi di gennaio, ma ho dovuto rinunciare perché sono rientrato in Germania. Al mio arrivo ho chiesto molte volte di essere vaccinato, ma qui hanno deciso di vaccinare prima gli anziani ed il personale ospedaliero. Quindi purtroppo dovrò aspettare ancora un po’, nonostante sia ogni giorno in ospedale».

Lodovico Andreucci

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Pubblicato il 21 marzo 2021

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