Valentini: «Mps, non avrò pace fino a quando non sarà chiaro chi sono i responsabili del disastro»

Valentini: «Mentre l'ex presidente di ABI e MPS, Giuseppe Mussari, viene rinviato a giudizio insieme ad altri per la gara per la privatizzazione dell'Aeroporto di Ampugnano, dai giornali si apprende che sarebbe prossima alla conclusione anche la prima fase dell'inchiesta giudiziaria sull'acquisto di Antonveneta»

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Il candidato a sindaco Bruno Valentini: «Mentre l'ex presidente di ABI e MPS, Giuseppe Mussari, viene rinviato a giudizio insieme ad altri per la gara per la privatizzazione dell'Aeroporto di Ampugnano, dai giornali si apprende che sarebbe prossima alla conclusione anche la prima fase dell'inchiesta giudiziaria sull'acquisto di Antonveneta».

«Voglio dirlo chiaramente: non avrò pace fino a quando non sarà chiaro chi sono i responsabili del disastro della nostra Banca, un istituto che ha ancora molte frecce da giocare e che avendo fatto un'operazione di pulizia dovrà e potrà recuperare i clienti e i depositi perduti, proprio sulla base di una credibilità che si sta ricostruendo in modo forte».

«L'opinione pubblica attende chiarezza su vicende che segneranno per sempre la nostra storia e si augura che vengano comminate pene esemplari per i danni causati ai dipendenti della banca, agli azionisti, al sistema economico e sociale senese e toscano. Per quanto complessa sia l'indagine, non sarebbe tollerabile che alcuni reati non vengano adeguatamente perseguiti per il rischio di prescrizione dei termini ed è giusto che i cittadini conoscano la verità, facendo luce sull'esatta dinamica delle spregiudicate operazioni finanziarie compiute. Le rilevanti perdite registrate dal Monte dei Paschi nel 2012 evidenziano che oltre al peso degli incauti acquisti e delle speculazioni sui derivati, la gestione dell'attività bancaria è ancora negativa. Il prestito statale di quasi 4 miliardi di euro ha restituito solidità patrimoniale, ma il ritorno alla redditività di MPS sembra ancora lontano, stretto fra congiuntura negativa e perdite su crediti. E' urgente una svolta nelle politiche commerciali, basata sulla rimotivazione dei dipendenti e sul riacquisto della fiducia da parte dei clienti, evitando di scaricare sul personale le colpe dei dirigenti e degli amministratori».

«Al momento abbiamo due dirigenti di provata professionalità a capo di Mps, ma per ora questo non è sufficiente: dobbiamo presto tornare alla normalità per la quale gli azionisti principali, in primis la Fondazione, facciano il loro dovere nell'indirizzare e controllare al meglio l'operatività di Banca MPS».

«La mancanza del sindaco di Siena e le incognite sul futuro della Provincia travolgono il ruolo delle istituzioni locali, anche per colpa di un'insufficiente vigilanza fin qui esercitata, in buona compagnia, insieme a Banca d'Italia, Consob, Ministero del Tesoro, organismi di controllo e certificazione interni ed esterni. Anche il dibattito sulla revisione dello Statuto della Fondazione si sviluppa a fatica in questa stagione convulsa e solo la concreta minaccia di commissariamento da parte di Banca d'Italia può indurci a concludere questo percorso prima dell'elezione della nuova Amministrazione Comunale di Siena. L'importante è comunque che si riducano i costi di funzionamento, incarichi e compensi e che si definiscano forti requisiti di professionalità e indipendenza».

«Per quanto riguarda la collocazione della sede della Direzione generale di MPS a Siena, non si tratta solo di lasciare gli uffici a Rocca Salimbeni, ma soprattutto di riportare in città la Direzione vera, invece che lasciare deleghe in bianco per cui le decisioni sciagurate di questi anni si sono prese a Roma, a Milano, in Spagna, a Londra. Credo che sia venuto il momento di prendere in esame l'opportunità di scindere la banca in due, per evitare di avere una piccolissima partecipazione in una grande banca di proprietà di altri e gestita da altri, puntando a una partecipazione più rilevante in una banca più piccola, di dimensione regionale ma legata al territorio senese e toscano, trovando un alleato strategico nella Regione che sta diventando sempre di più il soggetto istituzionale forte e dotato di risorse. Così si potrebbe meglio tutelare le esigenze di credito del mondo imprenditoriale locale, che è una leva indispensabile per difendere il tessuto economico nella crisi. La campagna elettorale nazionale non è mai terminata ed esaspera la vicenda del Monte dei Paschi, come si è visto con gli attacchi denigratori di Grillo sull'attuale affidabilità di MPS. Questo assalto strumentale contro Siena va rintuzzato, pretendendo anche la medesima reazione dalle altre forze politiche e sociali cittadine, ma per farlo efficacemente è necessario che il nuovo sindaco sia credibile e cioè che possa sfoderare un'autonomia inattaccabile rispetto al ceto dirigente responsabile dei gravissimi errori commessi finora in MPS e in Fondazione».

Pubblicato il 12 aprile 2013

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