Valentini sulle nuove primarie senesi: «È la strada giusta, ma dovranno essere aperte e non teleguidate, senza veti e veleni»

Valentini: «Le prossime elezioni amministrative saranno per Siena le più importanti degli ultimi venti anni perché dovrà formarsi una nuova classe dirigente espressa dal popolo che dovrà reinventare un modello economico e istituzionale nuovo, da condividere col resto della provincia, autonomo dalle risorse della Fondazione»

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Bruno Valentini, che viene appoggiato da "Siena Cambia", conferma che le nuove primarie del Centrosinistra senese, per scegliere la candidatura a sindaco di Siena, sono la "strada giusta", un percorso per superare gli errori e fallimenti del passato. Questo è il primo passo della nuova campagna elettorale dell'attuale sindaco di Monteriggioni per la corsa a Palazzo Pubblico.

«Siena e il suo territorio sono devastati da una crisi senza precedenti - afferma Valentini - davanti alla quale le parole d'ordine tradizionali non servono. È la decadenza morale, unita a una vasta incompetenza, ad aver provocato una tempesta che ci sta impoverendo in misura e rapidità inaudite. La lezione delle elezioni politiche insegna che l'insofferenza della gente è così forte che è stata premiata la protesta al di là della sua effettiva adeguatezza a governare una grande nazione come l'Italia».

«Questo può accadere anche a Siena - continua il sindaco - perché il centrodestra non sa presentare progetti concreti di rinascita se non una richiesta di mera alternanza e il centrosinistra non è ancora riuscito a prospettare in modo convincente come superare i tanti fallimenti, che sono sotto gli occhi di tutti, tra i quali l'enorme indebitamento del Comune con la conseguenza di tasse locali pesantissime, l'incertezza sul futuro della Fondazione e le i riposizionamento di banca MPS dopo le perdite miliardarie. I cittadini assistono con sgomento a uno stillicidio continuo di notizie inquietanti, che configurano una sorta di doppio livello oscuro che condizionava la vita senese, di una tale gravità da suscitare l'attenzione dell'opinione pubblica nazionale e addirittura internazionale».

«Le dimensioni economiche della spoliazione del Monte dei Paschi - si legge ancora nella nota - sono così inaudite che non potremo avere pace finché non sarà fatta piena luce sulle responsabilità e i vertici amministrativi di banca MPS e Fondazione devono perseguire tempestivamente ogni possibile azione di rivalsa. I protagonisti negativi di questa terribile stagione devono farsi da parte e al governo della città devono proporsi persone non compromesse, anche perché solo loro avranno l'autorevolezza per chiedere ai cittadini i sacrifici necessari per tentare di riportare Siena alla normalità».

«Le prossime elezioni amministrative - chiarisce Valentini - saranno per Siena le più importanti degli ultimi venti anni perché dovrà formarsi una nuova classe dirigente espressa dal popolo che dovrà reinventare un modello economico e istituzionale nuovo, da condividere col resto della provincia, autonomo dalle risorse della Fondazione. Priva dello storico scudo rappresentato dal MPS, Siena dovrà ritagliarsi un ruolo in Toscana, in collaborazione con Arezzo e Grosseto, anche per contenere il neocentralismo regionale».

«È per la straordinarietà della situazione che trovo inadeguati molti commenti politici che sono animati da mero spirito di rivalsa senza proporre idee innovative. Anche l'ultima deliberazione assunta a maggioranza dal Pd comunale sembra un muro di gomma di incosciente negazione della gravità del momento, riproponendo integralmente un progetto che ormai è orfano del suo leader. Se vogliamo voltare pagina, iniziamo ad esempio dalle nomine e dalle loro remunerazioni: mai più un solo incarico pubblico per affinità politica e compensi dimezzati e comunque mai superiori a un tetto, che potrebbe ad esempio essere quello del sindaco. Nessuno deve arricchirsi con la politica. Per la scelta del candidato sindaco il PD propone di fare nuove primarie e si rivolge al mondo progressista senese. È una strada giusta, che ci differenzia dai metodi di selezione degli altri, ma certo dovrà essere aperta e non teleguidata, senza veti e veleni, e soprattutto potrà incontrare un consenso più vasto solo se prenderà le distanze da ciò che non ha funzionato, garantendo un rinnovamento vero. Non facciamo un'altra volta come nelle primarie fra Renzi e Bersani dove sembrava contare più la salvaguardia dell'apparato piuttosto che il dialogo con coloro che sono fuori dai partiti. Ci sono centinaia di persone oneste e competenti nel centrosinistra senese - conclude Valentini - che pur essendo sgomenti per quanto accade, hanno l'orgoglio e la passione per rimettersi in gioco. Per quanto mi riguarda, confermo che sono pronto a contribuire a una competizione libera e sui programmi per selezionare la proposta più convincente per una città che vuole guardare avanti rimuovendo le macerie che gravano sul nostro futuro».

Pubblicato il 4 marzo 2013

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