Whirlpool: Cenni e Padoan scrivono al Ministro

"Dall’azienda atteggiamento schizofrenico. Si rispettino gli impegni presi e non si dimentichino di Siena”. Allarme tra i lavoratori dopo l'annuncio della chiusura dello stabilimento di Napoli

 SIENA
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In pochi mesi il management di Whirlpool ha cambiato idea più volte sulla volontà di investire nel nostro Paese, dimostrando una schizofrenia incompatibile con un piano industriale serio di rilancio della produzione e della continuità dei livelli occupazionali. I deputati dem Susanna Cenni e Piercarlo Padoan scrivono a Stefano Patuanelli, Ministro dello Sviluppo Economico, per affrontare la situazione degli stabilimenti italiani della Whirlpool e in particolare del sito produttivo di Siena. Anche nella città toscana, infatti, la multinazionale non ha, ad oggi, effettuato le azioni e gli investimenti previsti nel piano industriale.
 

La dichiarazione di Cenni e Padoan 

“L’annuncio dell’azienda di chiudere lo stabilimento di Napoli – continuano Cenni e Padoan - è un atto gravissimo che, oltre a penalizzare i lavoratori campani, rischia di produrre conseguenze irreparabili su tutti i dipendenti italiani del gruppo industriale. La chiusura di Napoli sta destando allarme tra i lavoratori, che abbiamo avuto modo di incontrare in numerose occasioni, dello stabilimento Whirlpool di Siena la cui condizione è simile a quella del capoluogo campano. Lo stabilimento senese vive da anni una situazione di precarietà: si è infatti passati dal 2008, con una produzione di 800 mila elettrodomestici e 600 operai impiegati, al 2018 con 320 mila congelatori assemblati e una forza lavoro ad oggi di circa 350 unità. Da anni, inoltre, sono stati attivati contratti di solidarietà con una sensibile riduzione degli stipendi”. 
 
“Dopo le interrogazioni dei mesi scorsi, gli incontri con i lavoratori, con questa lettera, ribadiamo la necessità che il Ministero da lei presieduto metta in atto tutte le iniziative necessarie affinché Whirlpool mantenga gli impegni assunti garantendo gli investimenti promessi, assicurando la continuità della produzione e dei livelli occupazionali negli stabilimenti italiani".
 
“È un momento delicato - concludono Cenni e Padoan - nel quale è fondamentale restare uniti, lavorare e collaborare, affinché si possano trovare le soluzioni che garantiscano gli impegni presi dall’azienda e il mantenimento dei livelli occupazionali".  
 
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Pubblicato il 31 gennaio 2020

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